Con Gabbriellini ne “La Città dei Vivi”: Venezia, le parole di Mastandrea e il mare di Livorno - «Racconto l’umanità dentro l’orrore»
Con Gabbriellini ne “La Città dei Vivi”: Venezia, le parole di Mastandrea e il mare di Livorno - «Racconto l’umanità dentro l’orrore»
La pellicola del regista tratta dal libro di Nicola Lagioia sull'omicidio di Luca Varani presentata al Festival del Cinema: «Fino al'ultimo ho temuto che si rompesse l'aria condizonata, invece è andato tutto bene»
LIVORNO L’Ovosodo che non andava «né su né giù», è lontanissimo, digerito dal tempo, dentro a trent’anni trascorsi nel cinema: attore, regista sceneggiatore. Edoardo Gabbriellini, 51 anni compiuti a luglio, è appena tornato nella sua Livorno dopo aver presentato al festival di Venezia il nuovo film, “La Città dei Vivi” in concorso nella sezione Orizzonti e dal primo ottobre nelle sale.
Il film è liberamente ispirato all’omonimo libro di Nicola Lagioia sulla tragica morte di Luca Varani, il giovane ucciso a Roma nel 2016 in modo brutale da Manuel Foffo e Marco Prato, ma va oltre la cronaca e cerca di raccontare il ragazzo, spostando il punto di vista, come ha spiegato il regista: «Abbiamo cercato di dare dignità a Luca, di fare un film che fosse come un racconto di formazione interrotto da un destino tragico. Non possiamo non camminare in prossimità di quell’orrore ma abbiamo tentato di raccontare un ragazzo che affronta una stagione della vita tra inciampi e slanci e si ritrova in quell’appartamento e abbiamo delegato Foffo e Prato a due elementi del destino: il pubblico saprà dove va a finire quel ragazzo ma abbiamo voluto concentrarci sul prima». Gabbriellini, 1.400 persone in sala per la prima, gente rimasta fuori dall’Arsenale, la........
