Un contrappasso feroce e ingiusto
C’è un contrappasso che non sta nei versi di Dante e che pure ha la stessa geometria crudele. L’uomo del vitalismo, del talento esplosivo, dell’energia che non chiedeva permesso, è stato prima svuotato e poi colpito di nuovo. Vittorio Sgarbi, settantaquattro anni, è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma, in condizioni che le fonti ospedaliere definiscono gravi. Quanto basta a chiudere un cerchio.
Per decenni Sgarbi è stato il contrario della misura. Voce alta, frase che mordeva, occhio che riconosceva un quadro prima ancora di nominarlo. Vitalismo non come posa, ma come fisiologia: fame di opere, di polemica, di presenza. In televisione, in Aula, nelle mostre, sembrava incapace di spegnersi. Chi lo detestava lo detestava per eccesso. Chi lo amava lo faceva per lo stesso eccesso. Nessuno lo associava al........
