Capezzone: prima scioperano poi leggono. Rappresentazione di se stessi, non rappresentanza
Potremmo chiuderla subito qui: raccontando l’assurdo di uno sciopero generale proclamato prim’ancora che la manovra sia stata scritta e presentata. Ma Landini - ormai meme di se stesso - già giudica quello che ancora non è stato messo nero su bianco. E usa l’arma più grave e delicata: lo sciopero generale. A testimonianza di un’irresponsabilità ormai totale.
Ma starei per dire che c’è qualcosa di ancora più avvilente, ed è il senso di stanchezza, di routine burocratica, di coazione a ripetere che scaturisce dalla giornata di ieri.
Autunno, primo fresco, prima giornata cupa. Vorresti sentire l’odore delle castagne tostate e invece ti arriva il rumore di Landini.
Che ammucchiatina triste. I soliti portati coi pullman, più il consueto carro di sigle e faccioni. Conte e Schlein che ormai si detestano, le associazioni, il piccolo parastato di sinistra.
Tutto prevedibile, direi premasticato: la guerra, i salari, il fisco, poi appunto lo sciopero pazzotico “a prescindere”.
Verrebbe da dire: ma voi........
