Il Cai e la crisi climatica: "Ripensiamo Monte Piselli"
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Il futuro di Monte Piselli riguarda due comunità regionali: per questo motivo, i gruppi regionali Abruzzo e Marche del Club Alpino Italiano hanno presentato assieme una proposta affinché venga affidato a una società specializzata e indipendente uno studio approfondito di fattibilità e sostenibilità ambientale, economica e finanziaria delle alternative praticabili nel comprensorio. "Il cambiamento climatico, con la progressiva riduzione dell’innevamento naturale – hanno scritto in un comunicato – ha reso oramai evidente che il modello basato esclusivamente sulla stagione sciistica è insufficiente a garantire uno sviluppo sostenibile nel tempo. Per non restare uno slogan, la "destagionalizzazione" deve allora tradursi in scelte concrete e durevoli, fondate su dati reali e su una visione strategica condivisa. Per evitare di disperdere ingenti risorse pubbliche in errori irreversibili, è necessario quindi dotarsi di un quadro conoscitivo solido: analisi dei flussi potenziali, confronto con altre località similari, valutazione delle possibili nuove funzioni del comprensorio, delle ricadute economiche e sociali sul territorio, dei modelli gestionali più adeguati.
Particolare attenzione viene suggerita per l’ipotesi, sempre sostenuta dal Cai, di una ricostruzione integrale del rifugio Pizi e per il pieno recupero del campo scuola antistante, come infrastrutture sciistiche, ma anche come possibili strumenti di un utilizzo pluristagionale della montagna: ricettività per il turismo lento, attività didattiche e culturali, "rifugio climatico" per anziani e persone fragili. Sebbene una fase di approfondimento richieda tempo e risorse adeguate, il Cai sottolinea che essa rappresenta un investimento preliminare indispensabile per evitare scelte affrettate, opere poco sostenibili e costi futuri permanenti a carico della collettività. La proposta è rivolta in particolare all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e al Co.tu.ge., enti oggi investiti della progettazione del nuovo comprensorio, con l’auspicio di avviare un percorso condiviso di leale collaborazione istituzionale, capace di coinvolgere amministrazioni, comunità e operatori. Il futuro di Monte Piselli non può dipendere soltanto dal costo di nuovi impianti di risalita – hanno concluso i direttivi di Cai Marche e Abruzzo – ma deve tracciare un nuovo ciclo economico, sociale e ambientale che deve rispondere alle esigenze contemporanee e future del territorio. Per questo servono studio, ascolto e responsabilità, ai quali il Cai intende offrire il proprio supporto". Sull’argomento è intervenuto anche il presidente del Cotuge Enzo Lori: "Condivido le riflessioni del Cai – ha dichiarato – sono a disposizione per accogliere tutte le proposte e affiancare ogni iniziativa volta alla miglior soluzione possibile per Monte Piselli".
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