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L'intelligenza artificiale che riscrive il Dna. Rivoluzione Evo2: verso nuove terapie per le malattie genetiche

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04.03.2026

L'intelligenza artificiale che riscrive il Dna. Rivoluzione Evo2: verso nuove terapie per le malattie genetiche

L'intelligenza artificiale che riscrive il Dna. Rivoluzione Evo2: verso nuove terapie per le malattie genetiche

Sviluppata da Arc Institute e Nvidia, con le università di Stanford, Berkeley e San Francisco, è capace di leggere, scrivere e progettare sequenze genetiche. Si aprono nuove prospettive per la cura delle patologie genetiche con trattamenti creati ‘su misura’

Evo2 è l'ultima frontiera in materie di IA applicata all'editing genetico

Articolo: “Il 40% dei tumori può essere evitato”. Lo studio e le abitudini da modificare

Roma, 4 marzo 2026 – Un'intelligenza artificiale non soltanto capace di analizzare, bensì di modificare, il Dna. Una macchina che può riscrivere intere sequenze genetiche, identificare mutazioni alla base di malattie e addirittura progettare nuovi genomi. Si tratta di Evo 2, un potente modello di IA sviluppato da Arc Institute e Nvidia in collaborazione con le università californiane di Stanford, Berkeley e San Francisco. Dopo essere stato rilasciato nel febbraio del 2025, Evo 2 è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature. Evo 2 rappresenta un'evoluzione straordinaria rispetto al suo predecessore, Evo 1, che era stato addestrato esclusivamente sui genomi di organismi unicellulari. Questo nuovo modello è infatti il più grande sistema di intelligenza artificiale mai creato in biologia, con una capacità di analizzare oltre 9mila miliardi di nucleotidi, le ‘lettere’ che compongono il Dna. Con queste dimensioni, Evo 2 non solo supera ogni precedente limite, ma segna anche una nuova era in cui le macchine sono in grado di ‘pensare’ nel linguaggio fondamentale della vita: il codice genetico. "Il nostro sviluppo di Evo 1 ed Evo 2 rappresenta un momento cruciale nel campo emergente della biologia generativa, poiché ha permesso alle macchine di leggere, scrivere e pensare nel linguaggio dei nucleotidi", ha dichiarato Patrick Hsu, co-fondatore dell'Arc Institute. Queste capacità, rese possibili dalla combinazione di avanzamenti nelle neuroscienze e nelle tecnologie di intelligenza artificiale, hanno il potenziale di trasformare la ricerca genetica e il trattamento delle malattie.

Evo 2: una rivoluzione

La potenza di Evo 2 risiede nella sua capacità di leggere, scrivere e comprendere il Dna come mai prima d'ora, affrontando alcune delle sfide più difficili della genetica moderna, come la progettazione di sequenze genetiche completamente nuove, l’analisi di frammenti di Dna di cui non è chiara la funzione e la comprensione della base genetica delle malattie ereditarie. Ci si aspetta che apra la strada a nuove possibilità nel trattamento delle malattie genetiche, nell'ingegneria genetica e nella biotecnologia.

Questa potente macchina si inserisce in un contesto già in rapida evoluzione delle tecnologie genetiche. Partendo, infatti, dalle scoperte pionieristiche sull’editing genetico, come la tecnica CRISPR-Cas9 - una sorta di ‘forbice molecolare’ che taglia il Dna in punti specifici - sviluppata dalle scienziate Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna (che ha portato loro il premio Nobel nel 2020), Evo 2 rappresenta il passo successivo in questa rivoluzione. Con Crispr possiamo tagliare qualcosa che non funziona, sostituendola con quella corretta. Questo è utile per correggere mutazioni genetiche che causano malattie, come la fibrosi cistica o l’anemia falciforme. Crispr ha già avuto applicazioni pratiche in laboratorio, e l'obiettivo è di arrivare a curare malattie genetiche direttamente nei pazienti. Al momento, però, l'editing genetico si limita a modificare ciò che già esiste. Ed è qui che entra in gioco, invece, il potenziale di Evo 2 che non si limita alla modifica, bensì progetta e crea nuovi geni, oltre a decifrare molte sequenze di DNA che non comprendiamo ancora completamente. Questo potrebbe portare a trattamenti ancora più mirati, nuovi farmaci e persino la creazione di organismi utili, come piante più resistenti o batteri in grado di curare malattie.

A questo punto si apre, realmente, un nuovo e rivoluzionario mondo in quanto le possibilità offerte da Evo 2 spaziano in vari ambiti. Uno degli esempi più impressionanti è stato un esperimento condotto nel settembre del 2025 dal team di ricerca guidato da Brian Hie dell'Università di Stanford, che è riuscito, per la prima volta, a creare un virus intero in laboratorio utilizzando Evo 2. Lo strumento non ha solo decifrato, ma anche costruito sequenze genetiche complesse, un passo fondamentale per comprendere meglio le malattie virali e potenzialmente progettare trattamenti innovativi. Ed è proprio questo un punto cardine: la sua declinazione nella terapia genica e nel trattamento di malattie genetiche rare, identificando mutazioni e modificando i geni difettosi in modo preciso e mirato. In combinazione con altre tecnologie emergenti, Evo 2 potrebbe portare ad un altro livello la (preziosa) medicina personalizzata, creando terapie su misura per il genoma di ciascun paziente.

Nodi etici e di sicurezza

Quando si entra nel campo dell'editing genetico, è bene considerare anche i nodi etici e relativi alla sicurezza. L'abilità dell'IA di progettare e manipolare organismi viventi ha portato a una serie di discussioni su come evitare applicazioni pericolose o non controllate. Per questo motivo, gli sviluppatori di Evo 2 hanno scelto di limitare la capacità del sistema di progettare organismi potenzialmente dannosi, come virus o forme di vita artificiali che potrebbero rappresentare un rischio per la salute o per l'ambiente. In virtù di questi scenari, dai risvolti potenzialmente inquietanti, si è optato per un approccio che rientra nelle politiche di responsabilità scientifica e cerca di prevenire abusi o utilizzi non autorizzati della tecnologia. Soprattutto quando si ha per le mani uno strumento di tale portata.

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