menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Un ex biancazzurro ai Mondiali. Crivellaro: "Spal, devi crederci"

12 0
02.04.2026

Massimo, vice di Vincenzo Montella alla Turchia, si è qualificato per i Campionati del mondo in America

Articolo: "La Spal è forte, ma attenzione al Mezzolara"

Se l’Italia in Bosnia ha fallito miseramente l’obiettivo gettando nello sconforto milioni di tifosi, la Turchia in Kosovo non ha steccato la finale playoff tornando a disputare un Mondiale dopo 24 anni di assenza. Dal 2023 la Nazionale turca è guidata da Vincenzo Montella, con cui lavora fianco a fianco da diversi anni un professionista ferrarese. Si tratta di Massimo Crivellaro, che dopo aver lavorato in casa Spal ha intrapreso una brillante carriera da match analyst e dal 2021 è nello staff tecnico dell’ex Aeroplanino (prima all’Adana Demirspor e poi in Nazionale). E ora si gode una storica qualificazione al Mondiale.

"Dopo la gara di Pristina, il risveglio a Istanbul è stato dolcissimo – commenta l’ex spallino –. Tutta la Turchia aspettava questo giorno da tanti anni: il movimento calcistico è in grande crescita, ma in precedenza la nostra Nazionale aveva partecipato soltanto a due edizioni dei Mondiali, quindi intorno a noi c’era un’attesa enorme". A differenza dell’Italia, la Turchia ha rispettato il pronostico sul campo del Kosovo. "Siamo abituati a dare per scontate molte cose. Nel calcio moderno, anche selezioni poco blasonate in realtà si rivelano molto competitive. Il Kosovo non perdeva in casa da due anni, e anche se abbiamo meritato la vittoria imporci a Pristina non è stata una passeggiata".

È curioso il parallelismo tra Italia e Turchia, impegnate ai playoff in contemporanea sui campi di Bosnia e Kosovo. È d’accordo? "Ho visto alcune immagini di Bosnia-Italia: il contesto di Zenica era simile a quello che ci siamo ritrovati a Pristina. Come gli Azzurri, eravamo favoriti ma scendere in campo in certe condizioni ambientali non è facile. Ci siamo adattati a giocare una partita sporca e l’abbiamo spuntata regalando una gioia enorme al popolo turco".

Che effetto vi fa da tecnici italiani trascinare la Turchia a un Mondiale nel quale mancheranno gli Azzurri? "Naturalmente all’interno della componente italiana dello staff di mister Montella ne abbiamo parlato: è curioso, ma al tempo stesso fa male sapere che il proprio Paese mancherà ai Mondiali per la terza edizione di fila. È un’eliminazione che deve fare riflettere, da addetto ai lavori sono convinto che bisognerà intervenire in maniera profonda". Quando lasciò la Spal nel 2021 si aspettava di arrivare ai Mondiali? "Chi l’avrebbe mai detto?! È stato un percorso partito da lontano, che non sapevo dove mi avrebbe portato: di sicuro è una soddisfazione enorme che condivido innanzitutto con mister Montella che ha creduto in me e mia moglie e la mia famiglia che mi sono sempre stati vicino". Dove vive attualmente? "L’anno scorso ho vissuto nove mesi in Turchia, ora invece vado avanti e indietro da Siracusa, la città di mia moglie dove abbiamo deciso di stabilirci".

Da quando se n’è andato da Ferrara, la Spal è letteralmente precipitata. "Da ferrarese e spallino è doloroso vedere la squadra per cui faccio il tifo finire in questo modo. Evidentemente sono state fatte delle scelte sbagliate: il popolo biancazzurro storicamente è sempre riuscito a rialzarsi, e lo farà anche stavolta. La Spal tornerà grande, prima in serie D, poi nei professionisti e in un futuro non così lontano in cadetteria: ne sono certo".

Cosa consiglia al club biancazzurro? "Di puntare sull’identità, ferrarese e spallina. Quando manca quel Dna, la squadra della nostra città fatica a togliersi delle soddisfazioni. E mi riferisco anche alla società: la storia della Spal parla chiaro. A proposito, giocai nel Rovigo di mister Parlato: è un ottimo allenatore, tra i migliori in circolazione. Bisogna dargli fiducia, la ripagherà con la promozione in serie D. Bisogna crederci fino alla fine".

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino