Spal: la ricetta difensiva è giusta . Parlato, come piace il ’corto muso’
Dopo dieci giornate di gestione del nuovo mister, i biancazzurri hanno nel reparto arretrato il punto di forza. Dall’Ara e compagni pagano carissimo i passaggi a vuoto della prima parte di stagione con Di Benedetto. .
Articolo: Sarà sfida con il Mezzolara. Ma serve più cattiveria. E la difesa torni ’olimpica’
Articolo: "Spal, non è ancora finita"
Articolo: Garra e grinta, brava Spal ma ora continua
Quando mister Parlato si è insediato sulla panchina della Spal, ha subito lasciato intendere che la sua priorità fosse ridurre ai minimi termini le reti al passivo. Ebbene, dopo 10 giornate di gestione si può tranquillamente affermare che la difesa adesso rappresenti il principale punto di forza dei biancazzurri. Con il tecnico napoletano infatti la Spal ha subito appena quattro reti (0,4 di media), mai più di una a partita. In questo senso, la differenza con le ultime 10 gare di mister Di Benedetto è evidente. Tra la gara di andata con il Pietracuta e quella di ritorno col Medicina Fossatone che ha decretato l’esonero dell’allenatore siciliano, la Spal aveva incassato ben 12 reti (1,2 di media), quindi il triplo rispetto a quanto accaduto dopo l’avvicendamento sulla panchina.
Se Dall’Ara e compagni non riusciranno a vincere il campionato, lo si deve proprio ai passaggi a vuoto avvenuti in quella fase di stagione. E anche a una fragilità difensiva che ha portato la Spal a subire due gol a partita da squadre senza dubbio inferiori come Sant’Agostino, Sanpaimola, Faenza e Medicina Fossatone.
Mister Parlato aveva capito che con quel trend i biancazzurri non sarebbero andati da nessuna parte. Per centrare il proprio obiettivo nel più breve tempo possibile, aveva optato per una difesa a tre che però penalizzava eccessivamente giocatori fondamentali come Senigagliesi e Carbonaro.
L’allenatore napoletano quindi è tornato sui propri passi, rilanciando il 4-3-3 senza però rinunciare a quella solidità difensiva che fa parte del suo Dna. La squadra ha risposto presente, e adesso può permettersi di giocare con il tridente senza correre rischi eccessivi. Anzi, ultimamente Luciani – titolare al posto dell’infortunato Giacomel nelle ultime cinque partite – non si è neppure sporcato i guantoni.
Il leader della retroguardia è sicuramente Dall’Ara che a Mesola ha stretto i denti nonostante non fosse in perfette condizioni sfoderando una prestazione maiuscola. Accanto a lui, in posizione centrale non c’è un titolare fisso. Sia Mambelli che Casella non sono all’altezza del capitano ma offrono comunque buone garanzie. Lo stesso vale per Iglio e Mazzali, che si sono guadagnati il posto fisso da titolari sulle fasce. Va detto che nella prima fase di stagione anche mister Di Benedetto aveva trovato la ricetta magica per mantenere inviolata – spesso e volentieri – la porta di Giacomel. In autunno però la situazione è cambiata in maniera radicale, la squadra ha perso le proprie certezze e l’aumento esponenziale di gol al passivo ha rappresentato un problema al quale l’allenatore siciliano non è riuscito a rimediare. E alla fine tutto ciò gli è risultato fatale.
Mister Parlato sembra aver trovato la formula giusta per vincere anche di ‘corto muso’. E se non bastasse per vincere il campionato, presentarsi ai playoff con una difesa così granitica, sarebbe un valore aggiunto di non poco conto per una Spal che in un modo o nell’altro non può permettersi di fallire l’obiettivo promozione in serie D.
© Riproduzione riservata
