Medici sospesi a Malattie Infettive. Non c’è stata alcuna sostituzione: "Squilibrio insostenibile in reparto"
Due medici in reparto in una foto di repertorio Sono tre i professionisti sospesi nell’ambito dell’indagine
Articolo: L’Ausl darà supporto psicologico ai medici anti Cpr indagati
Articolo: Certificati anti-rimpatrio, chiesta sospensione per 1 anno dei medici indagati
Articolo: In pensione il dottor Bassi: "Droga, Aids e Covid.... Tutte le mie battaglie"
Articolo: Medici indagati, il sindaco di Ravenna contro Salvini: “I rimpatri e i Cpr non funzionano. No a speculazioni”
Ravenna, 5 aprile 2026 – "La drastica riduzione dell’organico ha creato uno squilibrio insostenibile tra le risorse disponibili e le necessità assistenziali. Il personale medico superstite si trova costretto a farsi carico di una mole di lavoro che appare fuori controllo, come testimoniato dal ricorso a doppi turni e da un incremento delle ore di pronta disponibilità". Parole che il segretario generale della Uilfpl di Ravenna Luca Lanzillotti scrive in una lettera indirizzata al direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori e alla direttrice sanitaria Francesca Bravi in merito alla situazione del reparto di Malattie Infettive di Ravenna, dopo le misure attuate dal gip nei confronti degli 8 medici (su 11 totali del reparto) accusati a vario titolo di falso ideologico continuato e interruzione di pubblico servizio in merito all’indagine sui certificati anti-rimpatrio. A metà marzo infatti tre di loro sono stati sospesi per 10 mesi, mentre gli altri cinque per lo stesso periodo non possono occuparsi dei certificati. E i tre professionisti non sono stati sostituiti. "Tale scenario sta erodendo i necessari tempi di recupero psicofisico dei professionisti, esponendoli a uno stress prolungato che non può più essere considerato di natura transitoria" prosegue Lanzillotti nella lettera, che aggiunge che questo "si traduce direttamente in un pericoloso innalzamento del rischio clinico. La stanchezza accumulata e la pressione costante mettono a repentaglio la lucidità necessaria per garantire gli standard di cura".
La Uilfpl chiede "un intervento immediato e risolutivo volto a riorganizzare le attività e a potenziare il personale medico".
In una nota il sindacato scrive che la sospensione dei tre medici "ha scoperchiato un vaso di Pandora di criticità organizzative che non possono più essere taciute" e denuncia "ripercussioni insostenibili sul personale rimasto in servizio. I medici sono costretti a turni stressanti, orari di lavoro prolungati e un incremento pro-capite delle pronte disponibilità". Ma è "solo la punta di un iceberg", e il riferimento è all’organizzazione del lavoro in ospedale. La Uilfpl aggiunge infatti che tutto il personale è "sottoposto a una pressione costante dovuta a carenze di organico che si trascinano da tempo". E chiede "una guida stabile": "Come si può gestire una fase così critica quando la provincia di Ravenna è ancora priva di figure apicali di riferimento quali il direttore della direzione medica, il direttore delle professioni sanitarie dei presidi ospedalieri e il direttore delle professioni sanitarie di distretto?".
La Uil chiede "interventi immediati: nomine certe per i vertici dei presidi, assunzioni nel comparto e una riorganizzazione del lavoro che ridia dignità ai professionisti e sicurezza ai pazienti".
© Riproduzione riservata
