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A Modena è “elementare, Watson”: segreti e bugie su Sherlock Holmes

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16.03.2026

L’inaugurazione della statua di Sherlock Holmes a Baker Street,a Londra, famosa come la residenza fittizia del detective; a destra, pagine dell’originale di un libro messe all’asta

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Modena, 16 marzo 2026 – La nebbia non è più quella di una volta, ma verso sera il centro storico, con l’aiuto di quel po’ di foschia rimasta, potrebbe anche sembrare Londra.

Elementare, Modena.  Proprio qui, infatti, nella centralissima via Farini, a due passi dall’accademia militare, nei locali della Galleria antiquaria Cantore, avrà luogo il meeting nazionale dell’associazione “Uno studio in Holmes”, il principale club italiano che raccoglie i massimi esperti e appassionati di Sherlock Holmes, il celebre detective nato dalla penna di sir Arthur Conan Doyle.

L’associazionee l’iniziativa

Un’associazione ufficialmente riconosciuta dalla Sherlock Holmes Society di Londra, il massimo grado per gli appassionati del detective britannico. Quindi, venerdì e sabato prossimi, sotto i portici del centro, non sarà difficile vedere persone con tanto di mantellina, berretto con doppia visiera e lente di ingrandimento aggirarsi in cerca di indizi.

Il cappello e la mantellina

“Anche se quel berretto a doppia visiera, ormai diventato iconico – fa sapere l’avvocato Christian Attardi, referente modenese dell’associazione, nonché segretario e tesoriere – è in realtà un falso, così come la mantellina scozzese. Conan Doyle, riferendosi al copricapo di Holmes, scrive semplicemente che indossava un “cappellino da viaggio in panno” o un “berretto di stoffa aderente”, ma non entra mai nel dettaglio della doppia visiera o dei paraorecchie legati sopra la testa. Quello si deve all’idea di uno dei primi illustratori dei romanzi usciti in Inghilterra. Fu sempre un’idea di quel disegnatore fargli indossare la mantellina. E anche la pipa ricurva non viene mai citata da Doyle. Quella fu un’idea dell’attore teatrale William Gillette, perché era più facile da tenere tra i denti mentre recitava le battute, senza coprire il viso”.

Fatto sta che l’archetipo del detective è ormai codificato e a Modena sarà quella la divisa d’ordinanza per i soci che arriveranno un po’ da tutta Italia: “Abbiamo uno dei maggiori collezionisti di cimeli legati a Holmes– spiega l’avvocato Attardi – . Come si fa a collezionare oggetti di un personaggio mai esistito? Basta trovare gli originali di quell’epoca, che rispecchiano l’iconografia e l’oggettistica descritta nei romanzi. Ricordiamo sempre che a Londra, dove noi siamo stati più volte, in Baker Street esiste un museo dove è stato ricostruito fedelmente l’appartamento di Holmes e Watson, basandosi sulla descrizione che ne fa Conan Doyle”.

Il convegno: dalla gara al divertimento

Ma cosa si fa quando i maggiori esperti del detective si trovano a convegno? “Spesso ci capita di leggere romanzi apocrifi scritti da nostri soci, che realizzano trame che hanno come protagonista Holmes. Ne abbiamo di molto bravi, uno di loro ha anche partecipato alla sceneggiatura del musical attualmente interpretato da Neri Marcoré, proprio su Sherlock Holmes. Invitiamo relatori che parlano di temi legati all’epoca vittoriana, poi c’è spazio anche per la gara e il divertimento: proprio a Modena, il sabato ci divideremo in due squadre e cercheremo di risolvere quiz sulla vita del detective, per vedere chi si ricorda di più particolari sulle avventure che lo vedono protagonista”.  Il denominatore comune dei soci ovviamente è la passione per il personaggio Holmes: “Ricordo ancora quel 1987 – racconta Attardi – avevo 14 anni e lessi sul giornale che a Firenze stava per nascere l’associazione. Già da allora ero appassionato, mi recai a Firenze e partecipai alla fondazione. Una passione che non è mai tramontata”.

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© il Resto del Carlino