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"Le pluriclassi di Portico nella mia tesi di laurea"

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22.03.2026

A sinistra Maria Monti, alunna della scuola oltre vent’anni fa, oggi mamma

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Per il progetto della scuola primaria ‘Ambrogio Traversari’ o meglio della pluriclasse di Portico continuano i successi, perché la particolarità è quella di essere una piccola realtà, ma ‘una scuola grande come il mondo’, come sottolinea il titolo. Dopo che la Regione ha approvato il progetto pilota di Portico estendendolo a 120 pluriclassi della montagna e che in novembre è stato presentato al Parlamento Europeo dalla responsabile del plesso, Francesca Briccolani, nei giorni scorsi l’esperienza è stata oggetto di una tesi di laurea da parte di Maria Monti, alunna della scuola oltre vent’anni fa, anche se originaria di Rocca San Casciano, oggi sposata a Meldola con Lorenzo Martignano e madre di tre bambine (Anna, Alice e Adele), già con esperienza di insegnante.

Racconta la neolaureata in Scienze della formazione all’università di Bologna con la docente Ivana Bolongesi: "Ho scelto questa tesi per restituire qualcosa alla scuola che mi ha formata nei 5 anni delle elementari, anche se il progetto è nato più tardi, ma già in quella scuola funzionava un tempo pieno molto vivo. E poi perché ho conosciuto il progetto della scuola di Portico e mi piace molto dal punto di vista didattico". Ma come si può riassumere il senso della pluriclasse di Portico e della tesi di laurea che lo descrive? Risponde Monti: "Descrivo la realtà della scuola, con una o due pluriclassi, in base al numero di alunni negli anni considerati (una ventina o più), in un comune nel quale si riflettono le criticità legate a spopolamento, invecchiamento e immigrazione e dove l’utenza scolastica è in continuo divenire, eterogenea e multilingue. Qui le docenti lavorano per costruire un ambiente capace di rispondere in modo efficace ai bisogni educativi e didattici emersi, rendendo la scuola un’istituzione capace di essere risorsa attiva per il paese, i bambini e le loro famiglie".

Le insegnanti hanno cercato anche di coinvolgere gli enti e le associazioni del territorio. "A questo proposito – spiega – ho intervistato i rappresentanti del Comune, Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Associazione Tradizioni Acquacheta, Auser, Banda cittadina. Gli alunni sono accompagnati a vivere il territorio come aula diffusa, utilizzando nella pratica didattica luoghi e spazi pubblici, tramite una metodologia attiva". Il progetto fa riferimento ad altre esperienze nazionali, come il quello delle Piccole Scuole (Indire), ed è stata avviata una collaborazione con le ricercatrici del New ABC dell’Università di Bologna, anche perché qui si parlano due lingue: italiano e inglese. Conclude Maria Monti: "Questa piccola scuola, ‘grande come il mondo’, accoglie bambini e famiglie, molte provenienti da vari Paesi, in cerca di radici e dialoga con una comunità anziana, che desidera trasmettere memoria e identità. È la storia di un paese che cura la sua scuola e di una scuola che cura il territorio".

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