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Achille Polonara, a Verissimo con moglie e figli: “La malattia inverte i ruoli. A Erika devo tutto”

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22.02.2026

Bologna, 22 febbraio 2026 – “Un uomo, un marito, un padre, un atleta”. Con queste parole Silvia Toffanin ha accolto Achille Polonara nel salotto televisivo di Verissimo, in una delle interviste più intense e toccanti della domenica. Accanto a lui, la moglie Erica e i loro figli, Vittoria di 5 anni e Achille Junior, poco più di tre, simbolo concreto di quella forza familiare che lo ha sostenuto nei momenti più bui.

Achille Polonara racconta la malattia: "Dopo il coma non riconoscevo i miei figli"

Dalla leucemia al trapianto: il racconto

Polonara, ala della Nazionale italiana e volto noto del basket europeo, ha ripercorso il drammatico cammino iniziato con una diagnosi improvvisa: leucemia. Una febbre persistente, una stanchezza anomala, la sensazione di vuoto nei muscoli. Poi la parola che cambia tutto. “Non era facile riconoscermi – ha raccontato – mi chiedevo che uomo fossi oltre il giocatore”.

Dopo la diagnosi, il trapianto di midollo osseo, reso possibile grazie a una donatrice. Un intervento salvavita che però ha comportato complicazioni, fino a una ricaduta legata proprio al trapianto. Il giorno prima delle dimissioni, un malessere improvviso, un forte mal di testa, quindi il coma.

Nel buio, la moglie Erica era la luce: “A lei devo tutto”

“La sensazione di dover lasciare andare tutto”, ha confessato l’atleta, simbolo di resilienza dentro e fuori dal campo. Non sono mancate le crisi profonde, anche emotive. Polonara ha raccontato di aver attraversato un periodo in cui rifiutava cibo e acqua, sopraffatto dalla paura e dalla fragilità. Decisiva, ancora una volta, la presenza della moglie Erica: “Ad Erica devo tutto. Ci siamo conosciuti nel 2016 e ho capito subito che l’avrei amata. La malattia inverte i ruoli: non sei più padre, non sei più marito, non sei più atleta. Sei solo un corpo da salvare. Se oggi posso dire di avere una famiglia e di essere un uomo, lo devo a lei”.

Il dolore per la morte del padre: “Ha lottato fino alla fine”

Nel corso dell’intervista, il cestista ha parlato anche del dolore per la recente scomparsa del padre Domenico, conosciuto da tutti come Novello. “Era malato da tempo e ha sofferto tantissimo. È stato un grande padre e un grande uomo, ha lottato come un leone fino alla fine”. Un lutto che si è intrecciato con la battaglia personale contro la malattia, rendendo ancora più complesso un periodo già segnato da prove durissime.

Il dolore di Achille Polonara, morto il papà Domenico: “Buon viaggio leone”

L’uscita del suo libro

Polonara ha annunciato un imminente ricovero per un piccolo intervento e l’uscita del suo libro, ‘Il mio secondo tempo’ in cui racconta senza filtri la sua esperienza tra sport, malattia e rinascita. Un titolo che richiama il linguaggio del basket ma che, oggi, assume un significato più profondo: la possibilità di ripartire, di riscrivere il futuro dopo aver guardato in faccia la fragilità.

La forza della famiglia

L’abbraccio finale con la famiglia e l’augurio condiviso di più salute e serenità hanno commosso il pubblico in studio, che ha salutato il campione con un lungo applauso. Una storia di dolore e coraggio che va oltre lo sport e restituisce l’immagine di un uomo che, nel momento più difficile, ha trovato nella famiglia la sua vera vittoria.  


© il Resto del Carlino