"Tutti pensano a vendere l’oro"
Massimo Ripa, tra i rari maestri artigiani orafi delle Marche
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Una Pasqua all’insegna della prudenza anche per il settore orafo, dove il calo dei consumi si intreccia con l’instabilità dei mercati e l’impennata dei prezzi di oro e argento. A risentirne è soprattutto la fascia intermedia, mentre resistono solo gli acquisti di alto profilo o, al contrario, si assiste a una rinuncia diffusa. A raccontarlo è Massimo Ripa, tra i rari maestri artigiani orafi riconosciuti nelle Marche, titolare della gioielleria Jouayoux di San Benedetto e di un laboratorio ad Altidona. "Una Pasqua in cui si è lavorato meno rispetto allo scorso anno – dice – anche a causa di un incisivo contesto internazionale". Ripa spiega che con la guerra in Iran il mercato dell’oro subisce un’oscillazione impossibile da governare. "Prima della guerra – spiega – l’oro era di circa 80 euro al grammo. Subito dopo è schizzato a 150, oggi siamo sui 130 euro". Il risultato è un mercato sempre più polarizzato. "Sono scomparse completamente le fasce medie di spesa – aggiunge – quelle tra i 400 e i 500 euro. Oggi abbiamo clienti che spendono cifre elevate oppure nulla". Nel frattempo cresce il fenomeno della vendita di oro usato. "Lavorano molto i ‘compro oro’, perché la gente vende" evidenzia Ripa precisando che l’oro usato si aggira sugli 80 euro al grammo, mentre quello nuovo nei negozi varia tra i 180 e i 200 euro. Nel frattempo, cambiano anche le tendenze del mercato. "Prendono piede le richieste di materiali non di pregio, una sorta di bigiotteria evoluta, perché investire in oro è difficile – aggiunge – così come si sta diffondendo la sottocultura dei diamanti sintetici, dal costo inferiore, che esprime un netto calo della percezione del valore".
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