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Ospedale di Porretta Terme, rinviati gli esami di endoscopia: manca il personale

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03.04.2026

L'ospedale di Porretta Terme e la direttrice generale dell'Ausl, Anna Maria Petrini

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Bologna, 2 aprile 2026 – Riprogrammati tutti gli esami di endoscopia all’ospedale di Porretta Terme. Questo a causa di una mancanza di personale che sta diventando cronica. È quanto denuncia la Fp Cgil Bologna.

Cosa cosa succede in ospedale

«All’ospedale di Porretta Terme, tra ieri e oggi (il 31 marzo e il primo aprile) sono stati sospesi e riprogrammati tutti gli esami strumentali delle sedute di Endoscopia – rendono noto Gaetano Alessi, responsabile del comparto Sanità e Marco Pasquini, segretario generale della FP Cgil di Bologna –. Se questa è la risposta alle segnalazioni di carenza di personale che da mesi abbiamo mosso alla direzione dell’Azienda Usl, facciamo presente che si tratta di un fatto molto grave ovunque si verifichi, ma ancora più impattante in uno dei territori più fragili della Città metropolitana».

I numeri del personale mancante

I sindacalisti rendono noti i numeri contenuti nelle segnalazioni inviate all’Ausl: «La carenza di personale, oltre che nelle sale endoscopiche, è stato da noi messo in evidenza anche nelle sale operatorie, nel fondamentale settore della riabilitazione, dove mancano due operatori e in un altro punto strategico che è il Pronto soccorso: qui ci sono tre operatori in meno. Ma dalla direzione non abbiamo avuto alcun riscontro. Nemmeno quando abbiamo provato a suggerire soluzioni sia in sede aziendale che in Ctssm (la Conferenza territoriale socio sanitaria metropolitana, ndr) – puntalizzano Alessi e Pasquini –. Torniamo a ribadire che l’attenzione verso le aree interne di confine deve essere altissima e che se non vogliamo perdere interi pezzi di sanità pubblica serve una risposta immediata in termini di assunzioni e strategie».

La risposta dell’Azienda Usl

Dall’Ausl di Bologna una spiegazione alle carenze di personale e una rassicurazione: «Evidenziamo come, pur in un contesto noto di difficoltà nel reperimento di personale infermieristico, venga generalizzata una situazione particolare, limitata e contingente, dovuta ad assenze improvvise di personale infermieristico. La criticità – precisano da via Castiglione – ha infatti riguardato un numero limitato di prestazioni, che non è stato possibile eseguire, ma che sono state riprogrammate sentendo la disponibilità dei cittadini interessati. L’Azienda Usl di Bologna conferma la massima attenzione all’Appennino e ribadisce il proprio impegno nel garantire la continuità dei servizi».

I medici di medicina generale, altra questione

Purtroppo questo non è l’unico problema che affligge le zone montane: c’è anche quello della carenza di medici di medicina generale che fanno fatica ad accettare incarichi in aree non sempre agevolate da viabilità e strutture di supporto e che, a volte, vedono i cittadini costretti a percorrere molti chilometri per raggiungere uno studio medico. Difficoltà che, secondo i nuovi piani sanitari regionali e provinciali, dovrebbero essere risolte con la nascita con una maggiore parcellizzazione dei servizi sul territorio montano. 

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© il Resto del Carlino