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Morti sospette in ambulanza, i colleghi di Spada dal pm: “Succedevano cose strane”. E lui va davanti al tribunale

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06.03.2026

Morti sospetti in ambulanza I colleghi di Spada dal pm Lui va davanti al tribunalE

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Forlì, 6 marzo 2026 – Il caso Luca Spada s’infittisce. Le pieghe della trama appaiono di giorno in giorno vaste, articolate. Oscure. Come il ruolo dei colleghi del 27enne autista soccorritore della Croce Rossa accusato dalla procura di Forlì di avere ucciso cinque anziani che lui stesso ha trasportato (tra il febbraio e il novembre 2025) da case di cura all’ospedale forlivese per visite o accertamenti. Pazienti malati. Ma non terminali (a parte un caso).

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Diversi colleghi di Spada sono stati sentiti dai pm come testimoni. Con la tecnica del sit, sommarie informazioni testimoniali, disciplinate dal codice di procedura penale. Informazioni assunte dalla polizia giudiziaria durante le indagini preliminari da persone in grado di “riferire circostanze utili”. Non veri “mezzi di prova”, ma comunque fonti, strumenti investigativi forti, per orientare un’inchiesta. “Spada ha creato un ambiente teso, ha provocato diversi screzi, e poi succedono cose strane quando c’è lui in ambulanza...”. Questo, in sintesi, il concetto riferito dai testi gli inquirenti.

Fonti di procura intanto confermano il rapporto tra Spada e un’agenzia di pompe funebri (la quale nega il rapporto professionale). Per gli inquirenti, i ’favori’ che il 27enne avrebbe fatto all’impresa sarebbe il movente fattuale dei presunti omicidi. Cinque ne sono attenzionati dalla procura. In un caso c’è una parte offesa. Altre cartelle cliniche vengono però esaminate dagli investigatori, che comunque non hanno stilato un elenco ’chiuso’ di morti sospette. Un’altra di queste potrebbe essere quella di Vittorio Benini, detto Victor, noto sassofonista forlivese deceduto il 13 ottobre 2025.

Luca Spada intanto nella mattina di ieri è andato in onda nel programma di Rai 1 ‘1Mattina News’, condotto da Tiberio Tampieri e Maria Soave. L’intervista ha avuto come sfondo il tribunale di Forlì, dove Spada da giorni chiede di poter entrare per essere sentito e aver modo di raccontare la propria versione dei fatti. Presente anche la sue legale, Gloria Parigi. “Mi state dipingendo tutti come un mostro, ma un mostro non sono... In prima battuta pensavo che la cosa si sarebbe sgonfiata il prima possibile... La cosa sta iniziando a diventare pesante...”. Spada ha continuato a ribadire la sua innocenza negando di aver volontariamente abbandonato il volante per spostarsi dietro con i pazienti: “Al massimo ci scambiamo a metà turno per darci una pausa sulla guida, ma mai di mia intenzione”. Ha poi preso la parola l’avvocata Parigi: “Siamo in una fase preliminare delle indagini e per ora non abbiamo neanche atti che ci descrivano le condotte che avrebbero portato ai decessi. Spada ha da subito collaborato con la procura”.

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