La casa mostro è ancora lì, negozianti e residenti in rivolta
La casa mostro di viale dell’Appennino, civici dal 21 al 25, è ancora lì, crepata, con il tetto sfondato e transennata (Salieri)
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Forlì, 22 marzo 2026 – L’obiettivo è chiaro: “quell’edificio è da abbattere”, il pericolo è evidente, tanto che le transenne sono lì da luglio della scorsa estate a protezione di eventuali crolli ritenuti probabili, ma è anche chiaro che tra il dire (citazione dell’assessore Vittorio Cicognani, nel consiglio comunale del 19 dicembre) e il fare, c’è di mezzo la burocrazia, anzi, un’ipoteca. La casa mostro di viale dell’Appennino, civici dal 21 al 25, è ancora lì, crepata, tetto sfondato, transennata con tanto di enormi blocchi di cemento affinché non ‘spanci’.
È ormai rassegnata Romina Boscherini, una delle titolari del forno Mirna & Paolo, che si trova al civico 19, cioè di fianco alla casa transennata: “Noi tra un anno non ci saremo più come negozio – afferma arrabbiata – la casa, probabilmente, sì. E nessuno avrà fatto nulla, se non mettere queste transenne che impediscono alle persone di percorrere la pista ciclabile, venire a piedi. I clienti non fanno il giro dell’oca per prendere il pane”. Anche il postino non arriva più: la buchetta delle lettere del negozio è, infatti, stata inglobata dalle transenne a luglio dello scorso anno “e sì che avevano preso le misure” esplode in tono sarcastico.
Qualche cittadino ‘coscienzioso’ ha anche ben pensato di rafforzare la tenuta dei blocchi di cemento aggiungendo il peso della propria spazzatura, lasciando sacchetti di immondizia al di là della recinzione. Gli addetti di Alea hanno l’ingrato compito di passare a pulire ogni tanto. Il tetto non si vede più, coperto da una impalcatura che ha circa 15 anni di vita, ma le prime tegole erano cadute circa 20 anni fa, come aveva testimoniato la stessa Boscherini nel nostro articolo di agosto dello scorso anno. Anche le finestre non esistono più, così come molte delle coperture che erano state poste: un piccione, mentre guardiamo la facciata, fa capolino da dentro la casa, ma decide poi di rientrare.
Cosa ci sia dentro non è dato sapere, ma è il fuori a preoccupare. Le crepe si allargano: una da quello che era il tetto si allunga fino a quasi il piano terra. Una voragine, sul fianco, di un paio di metri quadri, dovuta al crollo dei mattoni, è stata tamponata alla meno peggio con del cemento, ma il muro sta su solo grazie alle impalcature sostenute dai blocchi di cemento. Una prima impalcatura, che era stata posizionata quasi 15 anni fa, non è mai stata pagata dal proprietario, così come non ha adempiuto all’intimazione del sindaco del luglio scorso di mettere in sicurezza lo stabile.
La soluzione proposta dall’assessore a dicembre scorso era quella di arrivare a un accordo bonario con il proprietario, azzerando i debiti dello stesso verso il Comune e acquisendo così lo stabile, ma questo ha sopra un’ipoteca. Al momento siamo arrivati all’interlocuzione con la banca per cercare di giungere a una soluzione. Intanto però le settimane e i mesi passano. Sempre in quel consiglio comunale, quando Cicognani rispose a un question time proposto dalla consigliera dem, Elisa Massa, si era prospettato il mese di gennaio come possibile deadline, ma siamo a marzo e l’ipoteca è ancora lì, così come, purtroppo, anche la casa mostro con le sue transenne che bloccano la pista ciclabile. Il contatore di biciclette che si trova a 30 metri a monte, indica che mediamente da quella ciclabile, la linea 5 della Bicipolitana, transitano quotidianamente circa 750 velocipedi: una media che tiene conto anche dei giorni di pioggia e freddo, quindi in belle giornate come queste è presumibile che siano almeno un migliaio le biciclette che arrivano alla casa mostro e poi si immettono in viale dell’Appennino, proprio dove questo si restringe per la presenza dell’attraversamento pedonale in sicurezza. Attraversamento, proprio di fronte alla casa, che non dovrebbe essere utilizzato dai pedoni. Le strisce a luglio scorso erano state coperte, vernice che è venuta via dopo pochissimo, e queste vengono regolarmente utilizzate.
Nella mezz’ora che siamo stati sul posto per realizzare le interviste, le biciclette sono passate tutte dalla strada, le persone hanno attraversato dove non avrebbero dovuto (ma le indicazioni sono veramente poco chiare), comprese le mamme con i passeggini, altre hanno fatto le equilibriste sul cordolo della ciclabile che rimane fuori dalle transenne. Fortunatamente le auto rallentano in quel punto, un po’ per la strettoia di cui sopra, un po’ perché siamo a ridosso della rotonda di Ravaldino, alle porte del centro. Si resta così in attesa di un’ipoteca che dovrebbe essere estinta e di una ruspa che faccia il suo lavoro.
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