Questa risalita rende felice Italiano: "Meno qualità, ma tanta solidità"
Tutta la grinta di Vincenzo Italiano, 48 anni, all’Arena Garibaldi di Pisa (Schicchi)
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Tutto è bene quel che finisce bene. Se poi addirittura finisce con un capolavoro come quello firmato da Jens Odgaard, tanto di guadagnato. Vincenzo Italiano sa che il suo Bologna ha firmato prestazione migliori ma si tiene stretto volentieri la nuova modalità delle vittorie di ‘corto muso’ di allegriana memoria.
"Quest’anno abbiamo perso tante partite dopo aver prodotto tanto e fatto prestazioni di livello – dice il tecnico –. Oggi la prestazione è stata meno qualitativa, ma non si può essere sempre al massimo e ci portiamo a casa la terza vittoria di fila in campionato, che si aggiunge alle due in Europa League, più l’importanza di continuare a non prendere gol. E tutto questo su un campo dove non è stato facile vincere per nessuno".
Onestà e pragmatismo: le cifre tecniche e morali di Italiano. Onestà è ammettere che "Castro nelle due occasioni che ha avuto nel primo tempo poteva fare molto di più", osserva il tecnico.
Ce n’è anche per Bernardeschi e Cambiaghi: "Nel momento in cui riusciamo ad isolarli sulla fascia anche loro devono fare molto di più, in termini di pericolosità e di cartellini per gli avversari". E poi c’è Odgaard, l’uomo del destino. "Era da un po’ di tempo che non ci faceva vincere la partita un subentrante – osserva Italiano –. Da quella mattonella Jens ci ha abituato bene: sposta e tira, è la sua specialità. Ho appena rivisto il gol e gli ho fatto i complimenti. E’ un ragazzo a cui faccio fare tanti ruoli, col cambio di assetto l’ho messo un po’ nel ghiaccio ma anche oggi è entrato col sorriso e ci ha risolto la partita".
E’ una lezione per tutti. E pazienza se per larghi tratti la squadra ha vacillato sotto i colpi di un Pisa che ha un piede e mezzo, se non due, in B. "Loro mettevano palloni lunghi e arrivando per primi sulle seconde palle ci hanno costretto ad abbassarci – ammette Italiano –. Nella ripresa gli abbiamo concesso qualche corner di troppo e Skorupski ci ha tenuto in piedi con una parata importante".
Resta il fatto che la quinta vittoria di fila tra campionato ed Europa League, ancorché un po’ rocambolesca, non è stata solo frutto del caso: dietro c’è la mano di un allenatore che ha saputo cambiare qualche decisiva nota dello spartito.
"Noi allenatori nei momenti di difficoltà dobbiamo trovare soluzioni per dare una mano alla squadra – dice –. Abbiamo tolto qualcosa agli avversari e anche noi stessi, a livello di riconquista della palla. Ma abbiamo trovato solidità e compattezza, oltre a punti preziosi per la nostra classifica. Diciamo che abbiamo conservato lo stesso abito cambiando il colore della cravatta...".
Col Verona cambierà anche il centravanti: "Castro non può giocarle tutte, se gli tiro il collo ho paura che si possa rompere il motore. La partita col Verona può giocarla dall’inizio Dallinga". Dita incrociate per Joao Mario: "Ha preso una brutta botta al ginocchio, ma ha tolto la gamba in tempo per non farsi ancora più male".
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