Italiano, finalmente il sorriso. "Ho rivisto la mia vera squadra. Meritavamo qualcosa in più noi. Andiamo a casa loro a giocarcela»
Vincenzo Italiano, 48 anni, mentre cerca di spronare i suoi giocatori nel match, giocato al Dall’Ara, contro la Roma nella partita di andata degli ottavi di finale di Europa League. Tra sette giorni si giocherà di nuovo, questa volta all’Olimpico (Schicchi)
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Vincenzo Italiano in sala stampa ha la faccia di un allenatore felice: "Dopo tanto tempo ho rivisto molte cose del vecchio Bologna". Ma ha anche l’aria di uno che vorrebbe dare un simbolico scappellotto ai suoi ragazzi. Della serie: non potevamo essere questi anche nei mesi bui che ci siamo lasciati alle spalle in campionato?
"E’ così – ammette il tecnico –. Dentro di me convivono questi due sentimenti. Da un lato c’è la soddisfazione per aver visto l’atteggiamento, l’applicazione, lo spirito che ci hanno consentito di vincere tante partite all’inizio della stagione. Dall’altro mi viene da dire che se avessimo sempre giocato così qualche partita in più da gennaio ad oggi l’avremmo vinta".
Il passato non torna, il futuro è invece tutto da costruire e dopo la prestazione di ieri poggia su più solide basi. Era importante non sbagliare la gara d’andata: missione compiuta.
"L’obiettivo era uscire da questi novanta minuti con un risultato aperto in vista del ritorno – aggiunge – e quell’obiettivo lo abbiamo centrato. Dispiace non aver vinto, perché ai punti abbiamo fatto qualcosa in più dei nostri avversari. Tra sette giorni ci presenteremo all’Olimpico forti di questa prestazione, sapendo che troveremo un ambiente molto caldo. Chi è favorito adesso? Cinquantuno per cento la Roma, quarantanove noi".
Tutto grazie a una prova di squadra maiuscola e a quel quid in più che hanno regalato i due esterni d’attacco, Rowe e Bernardeschi, non a caso entrati a braccetto nell’azione del gol rossoblù.
"Berna ha fatto una grande partita – osserva –. Lo si è capito fin dall’inizio, con quella sgroppata in cui stava per andare in porta. Ha fatto un bel gol e ne avrebbe potuto fare un altro senza il miracolo di Svilar prima dell’intervallo".
Elogi anche per Rowe: "Saltava sempre l’uomo, ci ha dato quella qualità che chiediamo ai giocatori che possono fare la differenza".
Peccato che la differenza in negativo ieri l’abbia fatta Joao Mario, con quella sciagurata giocata che ha dato il la al gol di Pellegrini. "Dispiace che abbia commesso quell’errore un ragazzo che da quando è arrivato mi ha sempre dato una totale disponibilità, accettando di giocare anche a sinistra. Gli ho detto che quella palla doveva rispedirla lontano... Ma purtroppo si conferma una stagione in cui al minimo errore veniamo puniti, cosa che non succede ai nostri avversari".
Nel mirino del tecnico c’è poi la direzione di Jablonski. "E’ stato troppo permissivo con Ndicka nella marcatura su Castro – è l’accusa –. Ha permesso al difensore della Roma di sbracciare commettendo falli che hanno penalizzato Santi".
Mezza recriminazione anche sul gol di Pellegrini: "Freuler su quella palla era in anticipo, non so l’intensità del tocco di Malen ma il fischio arbitrale ci poteva stare". Ci sta invece un Bologna che guarda a testa alta alla sfida dell’Olimpico.
"Ci sarà da battagliare, perché le sfide tra me e Gasperini sono sempre molto intense – prevede Italiano –. Andiamo là per giocarcela, ma prima c’è il Sassuolo in campionato. E anche lì voglio vedere lo spirito di stasera".
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