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San Benedetto Abate : "Nessuno sfratto dalla Casa di Betania"

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26.03.2026

I legali di don Gianni e don Dario: "I sacerdoti non sono tenuti a lasciare l’alloggio. Non esiste alcun accertamento di distrazione di fondi, impugneremo la sentenza".

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di Valentina Reggiani

"Nessuno sfratto per Casa di Betania. La decisione resa dal giudice si limita a escludere la sussistenza di condotte violente o clandestine da parte della parrocchia di San Benedetto Abate nei confronti di don Gianni e don Dario, con conseguente rigetto della relativa domanda. Non vi è alcuna statuizione in ordine al rilascio dell’immobile, né alcun accertamento sulla titolarità del diritto di permanenza nei locali. Il tribunale ha solo rigettato la domanda possessoria. La rappresentazione secondo cui i sacerdoti sarebbero tenuti a lasciare Casa di Betania non è soltanto inesatta: è, più semplicemente, falsa ed anzi assume dunque una valenza oggettivamente diffamatoria".

E’ quanto dichiara l’avvocato Francesco Minutillo di Forlì, che rappresenta don Giovanni Braglia e don Dariusz Mikoda relativamente alla nota ‘diatriba’: Casa della Betania’. Nei giorni scorsi, infatti, il giudice della prima sezione del tribunale civile di Modena si è espressa circa la richiesta dei due sacerdoti di essere reintegrati nel possesso pieno ed esclusivo dell’area, dopo che la curia Arcivescovile di Modena e Nonantola aveva chiesto il loro allontanamento dai locali, dove i religiosi vi abitavano da circa trent’anni. Una richiesta legata alla sospensione, a settembre 2022, da parte dell’Arcidiocesi dei due sacerdoti dall’incarico di parroci.

Nel merito il giudice ha definito infondata la domanda possessoria avanzata dai religiosi. , essendo l’appartamento all’interno dell’immobile, tra gli altri elementi, stato costruito negli anni Novanta e ampliato dalla Parrocchia a sue spese e su area di sua proprietà. In merito alla distrazione di fondi verificato il quale, per i due religiosi è stata poi decisa la sospensione, l’avvocato Minutillo afferma: "Non esiste alcun accertamento di distrazione di fondi, né alcuna pronuncia che possa anche solo lontanamente giustificare l’utilizzo di espressioni quali "ammanco" o "sottrazione di risorse" da parte dei miei assistiti. Infine il legale solleva il tema dell’Atto di Pia Volontà formalmente espresso a febbraio 1994 dall’allora Arcivescovo Metropolita di Modena-Nonantola, Mons. Santo Quadri, "con il quale – sottolinea - veniva istituito irrevocabilmente il diritto di don Giovanni Braglia nonché dei volontari ed ospiti di permanere nei locali di Casa di Betania vita natual durante". Infine l’avvocato annuncia l’impugnazione della sentenza davanti alla Corte d’Appello.

Dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Alberto Della Fontana, ribadiscono che non si è trattata di una sentenza di sfratto ma il giudice della prima sezione civile del tribunale di Modena stabilisce che i due religiosi non hanno diritto ad occupare i locali di Casa Betania. La Diocesi fino a questo momento ha cercato di trovare una soluzione alternativa proponendo ai due sacerdoti abitazioni alternative ma gli stessi non avrebbero mai acconsentito a spostarsi.

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© il Resto del Carlino