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Saturnino Di Ruscio, il ritorno dopo 20 anni per le elezioni comunali: “Potevo andarmene in pensione, ma voglio dare la svolta a Fermo”

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19.04.2026

L’ex sindaco Saturnino Di Ruscio si candida di nuovo a primo cittadino dopo vent’anni (Foto Zeppilli)

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Fermo, 19 aprile 2026 – Torna in scena dopo 20 anni, Saturnino Di Ruscio che, per la presentazione della sua candidatura a sindaco sceglie il parco del Girfalco, un luogo simbolico e identitario per Fermo e "simbolo dell’amministrazione uscente" dice, riferendosi a come è ridotto, alla vicina Casina delle Rose "svenduta senza avere della fine che avrebbe fatto", alla casa del custode. Mostra delle cartoline su cui i cittadini possono annotare proposte utili a redigere un programma partecipato, poi spiega "perché sono ancora qui", il perché di una scelta sofferta, sollecitata da Piergaetano Catalini "che ho voluto vicino a me perché mi ha dato la spinta decisiva".

Ricorda i 40 anni di lavoro per una città che "ho vissuto in maniera forte", la sua amministrazione, la nascita dell’Asite "oggi una società dove, al pari di Svem e Its, si fanno consulenze e si danno incarichi", la nascita di Tipicità e tanto altro. E poi c’è l’oggi: "Un centro storico desertificato; vogliono trasferire a Fontevecchia Scienze infermieristiche mentre l’ospedale si sposta a Campiglione, il mercato coperto trasformato in non si sa cosa e poi le periferie, le strade colabrodo. Potevo andarmene in pensione, mi giravo dall’altra parte, o riprendevo in mano la situazione. Ho dato la mia vita per la città, se va a finire male, per me è il fallimento della vita". Così riecco in campo il Di Ruscio ‘picconatore’.

"La mia – chiarisce – non è una rivalsa né verso Fd’I e Andrea Putzu visto che i miei valori sono altri e non mi rispecchio in certi personaggi; né verso Calcinaro che fa la sua vita politica. Sono qui per la mia città". Ne ha anche per gli altri candidati. "Rispondo solo ai cittadini che mi sono davanti. Un ragazzo di 30 anni (Leonardo Tosoni, ndr) non può garantire la città, non ha l’esperienza e non ha le persone giuste dietro. Scarfini, brava persona ma vedendo quello che fa l’amministrazione, pensate sia in grado di cambiare qualcosa? E poi c’è Angelica Malvatani: neanche qui c’è l’esperienza e non mi sembra abbia mai impegnato il suo tempo, col suo lavoro di giornalista, a spiegare bene i progetti ai cittadini. Io mi sento diverso e rivendico lo spirito di servizio di chi ha la schiena dritta e - piccona - non ha scheletri nell’armadio". È sostenuto da una sola lista, ‘Servire Fermo’ perché "più liste hai e più hai bocche da sfamare. E’ per questo che non si sono accordati centrodestra e civici e per questo Castelli ha detto che si accorderanno dopo. Giochini che devono finire”.

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