Foto e agrivoltaico, lo stop. Si allarga la zona rossa con vincoli Unesco: "In arrivo raffica di ricorsi"
IL RUOLO Nicola Gherardi Ravalli Modoni, imprenditore, membro della giunta nazionale Confagricoltura
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Ferrara, 31 marzo 2026 – Ci ha sempre creduto, l’energia green che nasce nei campi il suo grande sogno. Che un po’ ha realizzato. In un’area di 70 ettari tra Baura e Gaibanella, appezzamenti dove il sole e i filari andranno a braccetto. Sotto gli ’specchi’ – è l’obiettivo –, grano, bietole, soia, sorgo. E magari erba medica. "Sì, è possibile coltivare. Lo diciamo da sempre. Un impianto agrovoltaico è un sistema che combina la produzione di energia rinnovabile con la coltivazione di terreni". Nicola Gherardi Ravalli Modoni, imprenditore agricolo, figura di rilievo in Confagricoltura (componente della giunta nazionale e presidente Anb), presidente della Fondazione Navarra, da anni getta il seme per far uscire idee e progetti dalla carta. "Non va buttato il futuro, bisogna capire il cambiamento. E la nostra associazione, parlo di 19 anni fa, è stata la prima a capirne l’importanza". Ora questi progetti, certamente ambiziosi, sulla carta rischiano invece di rimanere.
Il sondaggio: risultato a sorpresa: "A Portomaggiore e Argenta l’87% promuove i pannelli solari"
"Ci stiamo misurando in questi giorni con g effetti del decreto-legge 175, decreto che disciplina le aree idonee per le rinnovabili, ridefinendo le regole per l’installazione di impianti fotovoltaici e per l’agrivoltaico"
"Già. E solo adesso si toccano con mano gli effetti"
"Per la provincia di Ferrara è stata stabilita una zona rossa, zona con vincoli Unesco, e un’altra verde, buffer zone che ha la funzione di area cuscinetto, di fascia di rispetto. Lì semplicemente non si possono più collocare pannelli fotovoltaici su terreno agricolo. E’ vietato"
Quanto è ampia questa parte delle provincia vietata ai pannelli?
"Quasi tutta, parliamo del 70% della superficie. Restano fuori dalla frenata una parte del comune di Portomaggiore e di Ostellato, Poggio Renatico, Terre del Reno, Vigarano, Bondeno. In tutto il territorio di Argenta i pannelli si possono piazzare. Anche qui una decisione che non si spiega. In genere il criterio è quello di vietare il fotovoltaico nei terreni che sono tutelati, protetti. Argenta si trova in una zona verde di pregio per un’ampia fetta. C’è Vallesanta, c’è una parte del parco del Delta. Eppure è fuori dalla fascia di rispetto"
La legge ha valore retroattivo?
"Se l’impianto è ormai finito, prossimo alla realizzazione si salva. Se invece è nella prima fase, viene fermato tutto, non si può fare. Ma, va precisato, parliamo comunque di realtà che hanno già fatto investimenti, in alcuni casi consistenti, che hanno seguito l’iter autorizzativo. Non è possibile annullare così, radere a zero i progetti di un’impresa. Non finirà certo qui"
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"Che arriveranno ricorsi su ricorsi. Chi ha messo soldi non si farà certo da parte dalla mattina alla sere, come se non fosse successo nulla"
Nodi che sono arrivati sul tavolo da qualche giorno
"Proprio la settimana scorsa abbiamo preso parte ad un incontro in Regione. C’erano tutti, le imprese, le aziende costruttrici, i comitati ed i volontari. La Regione manderà le lettere per notificare lo stop agli impianti che non rientrano nella legge. Dobbiamo tenere presente che il 50% dei progetti regionali per il fotovoltaico sono qui, nella nostra provincia"
"Una situazione assurda. Stiamo vivendo l’ennesima crisi energetica a causa della guerra, aumentano i prezzi del gas, dell’energia elettrica, dei carburanti. E viene fermato chi quell’energia produce"
Lei ha creato anche Zeus, una Cer (comunità energetica) che dovrebbe erogare energia pulita all’ospedale di Cona. A che punto siete?
"In attesa, da un anno. La Cer è finita, potrebbe dare energia. Ma la società non ha ancora allacciato i cavi. Ho scritto loro una lettera, anche l’ospedale ne ha mandata un’altra per sollecitare il collegamento alla rete. Parliamo di un risparmio di 60mila euro nella bolletta dell’ospedale".
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