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Dove e come nascerà il nuovo nucleare italiano. “Reattori nelle aree industriali dismesse”. Cosa succede ai rifiuti radioattivi

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29.09.2026

Il nucleare sostenibile: cosa sono Smr e Amr

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Roma, 29 settembre 2026 – Il primo passo per il ritorno al nucleare è stato sancito, la scorsa settimana, dal voto dei due rami del Parlamento: sono trascorsi 39 anni da quando, nel 1987, i cittadini italiani, memori di quanto accaduto a Chernobyl, votarono in massa al referendum indetto per cancellare le centrali dal territorio nazionale. Ora, il disegno di legge sul nucleare conferisce al governo la delega per disciplinare “l'introduzione del nucleare sostenibile nel sistema energetico nazionale”. Si attende la pubblicazione dei decreti attuativi, che dovranno essere adottati entro dodici mesi dall’entrata in vigore del provvedimento. Il testo del disegno di legge si inserisce nel quadro delle politiche comunitarie indirizzate al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2050: il governo punta, da un lato, a rafforzare sicurezza e autonomia energetica e, dall’altro, a contenere i costi dei consumi.

Cosa prevede la nuova legge (in attesa dei decreti attuativi) 

La delega prevede l'elaborazione di un programma nazionale, finalizzato allo sviluppo della produzione di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione. Il programma dovrebbe definire anche la disciplina relativa alla sperimentazione, localizzazione, costruzione, installazione ed esercizio di nuovi impianti di produzione. Insomma, il governo ha il compito di scrivere, entro i prossimi dodici mesi, le regole per l’intero ciclo di vita dell’energia atomica, dalla costruzione degli impianti alla gestione delle scorie. Per capire cosa ci attende,  abbiamo fatto molte domande a due fra i più autorevoli esperti italiani di nucleare: Alessandro Dodaro, ingegnere nucleare e direttore del Dipartimento nucleare dell'Enea-Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, e Marco Enrico Ricotti, docente di Impianti nucleari al Politecnico di Milano e presidente del Consorzio interuniversitario italiano per la ricerca sulle tecnologie nucleari (Cirten).

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Che cosa cambia, da oggi, con questo provvedimento?

Posto che la legge delega non costruisce nuove centrali dall’oggi al domani, viene spontaneo chiedersi quando possiamo realisticamente prevedere l’avvio di un impianto nucleare nel nostro Paese. “Il disegno di legge approvato ieri - esordisce Dodaro - riapre la porta a una governance organica dell’energia nucleare dopo quasi........

© il Resto del Carlino