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Pasqua, prenotazioni last minute: "La gente c’è, ma la crisi si sente"

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03.04.2026

In alto a sinistra Mattia Baldoni con la madre Agnese Polverigiani; a destra M. onica Scalzini e la figlia Giulia. Sotto Mario Aurelli (a sinistra) Fabrizio Foglia con la moglie Iolanda Marchegiani

La buona tavola non conosce crisi ma quest’anno, tra le tensioni internazionali e l’inflazione che incidono sulla spesa delle famiglie, e l’incognita meteo, le prenotazioni per Pasqua e Pasquetta sono last minute. "Per ora abbiamo registrato un lieve calo, c’è meno movimento – esordisce Mattia Baldoni, titolare dell’Osteria Agnese a Macerata –. Il giorno di Pasqua noi facciamo asporto: le richieste, che gli anni precedenti partivano prima, ora sono un po’ ridotte. A Pasquetta invece il locale è aperto, è quasi pieno (c’è ancora qualche posto disponibile) ma nel 2025, nello stesso periodo, eravamo sold out già da tempo con diverse comitive. Credo che il momento di crisi e l’incognita meteo pesino sulle scelte".

Aggiunge Monica Scalzini del ristorante Rispan-Da Scarzì a Serrapetrona, che si occupa della sala con la figlia Giulia (titolare è il padre Enrico): "Fino a qualche settimana fa era un’incognita. Abbiamo avuto diverse disdette per influenza e malanni. Poi, all’ultimo minuto, sono arrivate le prenotazioni. Per Pasqua non ci lamentiamo, per Pasquetta c’è meno giro. Negli anni passati avevamo un boom di richieste per l’asporto, mentre ora abbiamo notato una maggiore attenzione alla spesa da parte delle famiglie. Credo che la situazione generale incida. Abbiamo lasciato lo stesso prezzo del pranzo di Natale, con un lieve ritocco rispetto alla Pasqua 2025, che comunque non copre assolutamente i rincari che subiamo quotidianamente. Il costo della carne ad esempio è raddoppiato. È difficile farlo capire ai clienti. Ma la qualità resta invariata". L’agriturismo Elisei, a Gualdo, formato da tre appartamenti immersi nel verde, con sauna, piscina e spa, fa solo soggiorno (no ristorazione). "Siamo pieni nel weekend di Pasqua – spiega Nicola Elisei, al timone della struttura da 28 anni – con clienti da Nord e Sud Italia. Ma in generale la richiesta è diminuita e i soggiorni si sono accorciati. Quando ho aperto, c’è chi passava qui quattro settimane durante la bella stagione. Adesso meno di una settimana. La crisi va oltre l’Italia. Nel post Covid abbiamo registrato un aumento degli italiani e un calo di stranieri, ma le notti si sono ridotte per tutti. In passato gli stranieri prenotavano a gennaio per l’estate e a febbraio il calendario era già pieno. Dall’anno scorso, invece, le prenotazioni sono sotto data. Prima la prevalenza era di olandesi (80%), mentre ora, con la presenza dell’agriturismo sulle principali piattaforme di prenotazioni online, si affacciano anche turisti da altre parti del mondo, come da America e Sri Lanka". È sold out da un mese e mezzo per il pranzo di Pasqua l’agriturismo Ponterosa a Morrovalle. "Al ristorante abbiamo dovuto dire tanti no perché siamo pieni – spiega Fabrizio Foglia con la moglie Iolanda Marchegiani –. Il pranzo di Pasqua da sempre è super gettonato, un must, più di Natale e Capodanno; molti clienti hanno prenotato prima di conoscere il menu. Per Pasquetta invece siamo più indietro, c’è ancora posto. Occupate anche le nostre quattro camere, con famiglie e coppie del Nord e Centro Italia: non c’è stato un boom di richieste, ma essendo la nostra una struttura piccola, si riempie facilmente". Tutto esaurito, sul fronte ristorazione, sia a Pasqua che a Pasquetta all’agriturismo Sapori di Campagna a Pievebovigliana (Valfornace). "A Pasqua da un mese e mezzo – conclude Mario Aureli –, mentre a Pasquetta le chiamate sono arrivate last minute. Questi giorni abbiamo clienti un po’ da tutta la regione. Per quanto riguarda il pernottamento, invece, ci sono ancora posti nelle 33 camere. Se prima chi veniva da fuori provincia dormiva qui, adesso dopo aver mangiato torna a casa. La crisi in atto incide".

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