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Marta, Tabatha e gli altri: lacrime e abbracci a Malpensa per gli studenti rimpatriati da Dubai. “Finalmente a casa”

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03.03.2026

L'attesa del volo speciale di rientro dagli Emirati di un gruppo di studenti italiani, all'aeroporto di Malpensa (Ansa)

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Rimini, 3 marzo 2026 –  Sono quasi le 20.30 quando le porte scorrevoli di Malpensa si aprono e l’attesa si scioglie in un abbraccio che vale più di mille parole. Tabatha Iacopino attraversa l’area arrivi con lo sguardo stanco, ma appena vede la madre accelera il passo.

Monica Stanzione la stringe forte. Poco più in là un’altra scena simile, altre lacrime, la stessa tensione che si scioglie. Giuliana Emili aspetta con le mani intrecciate finché tra la folla non riconosce sua figlia Marta. Si cercano con lo sguardo, poi si abbracciano a lungo.

Anche quattro riminesi nel gruppo di studenti bloccati a Dubai

I circa 200 studenti italiani bloccati da sabato scorso a Dubai e Abu Dhabi a causa della crisi nel Golfo sono finalmente rientrati in Italia con un volo di Stato organizzato grazie alla collaborazione tra autorità italiane ed emiratine. Tra di loro anche quattro, tra studentesse e studenti, del liceo “Cesare-Valgimigli” e dell’Ites “Valturio” di Rimini.

Le voci dei giovani, il sollievo dopo la paura

Tabatha Iacopino racconta: “Il rientro è stato molto emozionante. Rivedere i miei genitori e tutti i nostri cari è stato bellissimo, anche se è stato tosto salutare le persone con cui abbiamo condiviso questi giorni così intensi”. La studentessa racconta così, a caldo, l’arrivo a Malpensa dopo i giorni trascorsi a Dubai. “Eravamo convinti che questo periodo di standby sarebbe durato di più – spiega – invece per fortuna si è risolto prima del previsto e siamo tutti molto più contenti”.

Ripensando a quanto vissuto, divide l’esperienza in due parti: "La prima è stata molto formativa e anche divertente dal punto di vista umano. Abbiamo conosciuto persone nuove, anche di altre nazionalità, ed è stato arricchente. La seconda parte, quella negativa, per fortuna è arrivata alla fine della settimana, quando saremmo dovuti ripartire”.

Accanto a lei la madre, ancora scossa ma sollevata, racconta con maggiore lucidità le ore vissute. "Ci hanno detto che non stanno arrivando buone notizie da Dubai. Per fortuna ora i nostri figli sono arrivati. Sono stata contattata da una mamma di Bologna, di una ragazza di 22 anni che è a Dubai in vacanza, non c’entra con il progetto studio. Mi ha scritto tramite i social ed è disperata, perché sua figlia è lì con un amico e non sa come fare per farla rientrare. Questo sta succedendo a molte persone”. Adesso, conclude, “Vogliamo solo salire in macchina e tornare a casa. Abbiamo la testa e il cuore che corrono ancora”.

Il progetto scolastico all’estero, la crisi nel Golfo e lo spazio aereo chiuso

I giovani si trovavano negli Emirati per un progetto scolastico organizzato dall’associazione Wsc Italia quando la situazione si è improvvisamente aggravata, con la sospensione dei voli civili e la chiusura dello spazio aereo. Da lì in poi sono state ore di angoscia e di notizie frammentarie, con i familiari dei ragazzi sospesi in un limbo di incertezza, mentre gli studenti erano chiusi in albergo.

Fuori dalla porta, in una Dubai per certi versi irriconoscibile, catapultata nel bel mezzo dell’escalation militare nel Golfo Persico, l’eco delle esplosioni che arrivavano da lontano, pezzi incendiati di droni israeliani e iraniani che cadevano dal cielo.

L’annuncio di Tajani e i genitori a Milano pronti a riabbracciare i figli

La notizia tanto attesa è arrivata ieri, nel corso di una conferenza stampa del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha annunciato un volo speciale per il rimpatrio degli studenti bloccati a Dubai. E oggi i genitori, provenienti da tutta Italia, si sono fiondati a Milano per riabbracciare i figli.

Dopo l’atterraggio – avvenuto attorno alle 19.25 – sono trascorsi diversi minuti prima che i ragazzi potessero uscire dal gate B degli arrivi, scortati dalla polizia. Un’attesa carica di tensione, sciolta solo quando le prime porte si sono aperte e i giovani hanno iniziato a riabbracciare le famiglie.

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© il Resto del Carlino