menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Kimi Antonelli, l’Harry Potter della F1. La lezione del papà Marco: “Tanta strada ancora da fare”

12 0
saturday

Kimi Antonelli sul podio dopo avere trionfato nel Gran Premio del Giappone 2026

Articolo: Kimi Antonelli, il piccolo principe della F1. Montezemolo: “Mi ricorda i migliori”

Articolo: “Il saluto di Kimi ai suoi professori prima del Gp”

Articolo: Tasse evase in F1, scuderie straniere nel mirino della Finanza: “Centinaia di milioni non versati al fisco”

Bologna, 18 aprile 2025 – Domanda. Riuscirà il nostro eroe, ovviamente inteso come Kimi Antonelli, a gestire la clamorosa botta di popolarità, uno tsunami multimediale, dal quale il non ancora ventenne pilota della Mercedes è stato travolto dopo le strepitose vittorie in Cina e in Giappone? Questa, onestamente, è la domanda delle 100 pistole.

Le altre giovani figure carismatiche 

Non mancano esempi incoraggianti: si può guardare all’esempio luminoso di Sinner. Ci si può anche appellare alla memoria di altre figure carismatiche, entrate con pieno merito nell’album delle leggende nazionali dello sport: Alberto Tomba e Valentino Rossi si trasformarono in icone assolute quando avevano da poco preso la patente.

E furono brillantemente in grado di governare la fama. Nel nostro presente, però, il contesto è completamente cambiato. L’informazione a getto continuo, h.24, esasperata dall’interminabile rumore di fondo dei social, beh, fatalmente finisce con il rendere decisamente complicata l’esistenza di chi è uscito dall’anonimato.

L’occhio dei ‘Grandi fratelli e sorelle’ e Harry Potter

Non deve sorprendere che le grandi televisioni nazionali, da Sky alla Rai, si siano buttate famelicamente sulla storia del personaggio, sulle sue origini, sul debutto in kart, sulla progressione di carriera che ha il pregio di somigliare a una favola meravigliosa.

Kimi Antonelli somiglia davvero a Harry Potter. È il maghetto della velocità, è il ragazzino fresco di esame di maturità che fa a ruotate a 300 all’ora contro giganti dell’automobilismo, contro figure mitiche, pensate agli Lewis Hamilton o a Fernando Alonso, che potrebbero benissimo essere i genitori del giovanotto bolognese.

Il papà di Kimi, un papà vero

Qui però mi corre subito l’obbligo di precisare che, per fortuna, il padre vero di Kimi è un signore con la testa sulle spalle. Marco Antonelli conosce alla perfezione le dinamiche e le leggi non scritte dell’automobilismo, avendo dedicato tutta la sua passione e la sua competenza alle corse. Sa che il passaggio dall’altare alla polvere può essere repentino.

Oggi nessuno se lo ricorda più, ma nell’estate 2025, dopo alcune esibizioni sfortunate, i box erano pieni di gente pronta a sostenere che Kimi in F1 ci era arrivato troppo presto. Quando mi capita di scambiare quattro chiacchiere con lui, mi rendo conto che Kimi ha in casa il punto di riferimento giusto.

Antonelli Senior non si stanca mai di ripetere che la strada verso la gloria è ancora lunga, che suo figlio ha ancora tanto da imparare, che dovrà confrontarsi con la prospettiva di commettere errori comunque non escludibili dal repertorio di un fuoriclasse in erba. Mi capita spesso di ricorrere a precedenti dettati dalla statistica per illustrare la verità nascosta.

Le leggende della Formula Uno

Ayrton Senna, leggenda assoluta, vinse il suo primo gran premio nel 1985 ma dovette aspettare il 1988 per laurearsi campione del mondo. Michael Schumacher salì sul gradino più alto del podio per la prima volta nel 1992, ma dovete attendere la fine del 1994 per festeggiare il primo titolo iridato.

È lo stesso Max Verstappen, che è indiscutibilmente il miglior driver in circolazione nel tempo presente, ci ha messo più di cinque anni, con la Red Bull, per prendersi lo scettro. Dopodiché, per carità, capisco benissimo l’entusiasmo popolare.

Antonelli vola, si è imposto su circuiti spettacolari come Shanghai e Suzuka. Ha già dimostrato di non temere il confronto con il più esperto compagno di squadra, il britannico Russell. E ancora, almeno fin qui, la supremazia tecnica della Mercedes nei confronti delle scuderie concorrenti pare nettissima, sicché è lecito supporre che la battaglia per il campionato possa restringersi ai due alfieri della Freccia d’Argento.

L’Italia in attesa di un pilota campione del mondo

Aggiungete a tutto questo il dettaglio storico: l’Italia aspetta un pilota campione del mondo di Formula 1 dal remotissimo 1953, da Ciccio Ascari. E’ il buco nero del nostro sport! Ce n’è abbastanza per moltiplicare le aspettative, persino a scapito delle speranze, di solito puntualmente disattese, di milioni di ferraristi. 

L’occasione mancata alla corte della Ferrari

Arrivati fin qui, in questa fenomenologia di Kimi Antonelli, sarebbe intellettualmente disonesto tacere a noi stessi che alla fenomenale popolarità del nostro Harry Potter della Formula 1, ecco, via, contribuisce indirettamente anche una perfida suggestione.

Tradotta di nuovo in una domanda: ma come è possibile che un talento purissimo, nato e cresciuto nella Terra dei Motori, a metà strada tra Maranello e Imola, non sia al volante di una monoposto di colore Rosso? La risposta me la diede il papà del diretto interessato, in una intervista che alimentò un vivace dibattito (eufemismo) tra gli appassionati.

Eccola qua: “Andrea in Ferrari ci è andato – il racconto di Marco Antonelli –. Venne convocato come promessa del kart. Era stato notato da Massimo Rivola, allora responsabile dell’academy Ferrari (vivaio in cui nel 2016 arrivò Charles Leclerc che crebbe proprio sotto gli occhi dell’attuale amministratore delegato di Aprilia Racing nella MotoGp).

Case automobilistiche e ‘sliding doors’ 

Andrea aveva 11 anni, provò anche il simulatore, non quello riservato ai piloti di F1, ma quello dei giovani dell’academy. Era tutto a posto, solo che Maurizio Arrivabene, che all’epoca guidava anche il reparto corse, disse che Andrea era troppo piccolo. Pochi mesi dopo ci contattò la Mercedes”. Gli anglosassoni le chiamano sliding doors. Ma un giorno, segnatevi pure la profezia, Kimi Antonelli diventerà ferrarista. E allora il cerchio si chiuderà.

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino