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Scantamburlo, vent’anni dopo. Il ricordo di Arma e istituzioni

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15.02.2026

Quella fatidica notte di 20 anni fa (12 febbraio 2016), il brigadiere Cristiano Scantamburlo era di pattuglia con l’appuntato Roberto Domini, quando, davanti alla discoteca "La Rotonda" di Lido delle Nazioni notò un’auto in sosta che risultava rubata. Appostatosi poco distante, scorse quattro persone avvicinarsi all’auto e decise di procedere ad un controllo. Al sopraggiungere della pattuglia uno di loro si diede alla fuga, venendo riconcorso e poco dopo bloccato dai militari. Il soggetto venne identificato per Antonio Dorio, evaso dopo un permesso premio dal carcere, dove stava scontando la condanna per l’omicidio di un’anziana donna. Durante il trasporto presso il Comando Compagnia di Comacchio, Dorio riuscì ad utilizzare una pistola, che teneva nascoste. Nonostante le ripetute minacce, il brigadiere Scantamburlo rifiutò di consegnare l’arma d’ordinanza, riuscendo, nel contempo, a distrarre il criminale e a consentire all’autista di fermare l’automezzo gettatosi rapidamente all’esterno. Ne scaturì un conflitto a fuoco con i militari durante il quale il Dorio fu ferito, ma nonostante ciò riuscì ad allontanarsi, morendo poi nella fuga lungo la statale Romea. Scantamburlo, ferito da un colpo esploso dal malvivente, morì nella mattinata seguente presso l’ospedale di Ferrara. Ieri nella concattedrale di Comacchio si è tenuta la cerimonia di commemorazione per i 20 anni dalla tragica scomparsa, alla presenza dei genitori Luigino Scantamburlo e Loredana Masiero, delle autorità civili e militari delle provincia, del comandante provinciale dei carabinieri di Ferrara colonnello Alessandro Di Stefano, del sindaco di Comacchio Pierluigi Negri, del sindaco di Vigonovo Luca Martello, oltre ai primi cittadini dei Comuni di Codigoro, Goro e Lagosanto, nonché degli studenti dell’Istituto Comprensivo di Comacchio e dell’Istituto "Remo Brindisi".


© il Resto del Carlino