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Addio ad Albertini, politico di rango: "Pose le basi per la città di oggi"

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28.02.2026

L’ex sindaco Giuseppe Albertini

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Rappresentava uno spaccato di storia della nostra città. A 73 anni, giovedì scorso, si è spento Giuseppe Albertini, centese, sindaco dal 1979 al 1988 quando divenne onorevole lasciando la poltrona di primo cittadino a Silvio Canelli, scomparso il 30 gennaio. Storico esponente socialista era stato designato sindaco di Cento a soli 26 anni per poi andare alla guida della federazione provinciale socialista di Ferrara e nel ‘92 approdare alla Camera, eletto nella circoscrizione di Bologna per il PSI dando inizio al suo percorso che lo vide anche Senatore fino al 2006, divenendo vicepresidente della Commissione Agricoltura e componente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’azienda di Stato per gli interventi nel mercato agricolo e, con il Governo Prodi I, sottosegretario di Stato per i trasporti. Nel 2007 entrò nel ricostituito Partito Socialista Italiano di Riccardo Nencini, assumendo un ruolo nella direzione nazionale. Stamattina alle 10.30 nella chiesa di San Matteo della Decima, l’ultimo saluto.

"La scomparsa di Giuseppe Albertini colpisce profondamente la comunità centese – sono le parole del sindaco Edoardo Accorsi - Sindaco della nostra città per dieci anni e protagonista di una stagione importante della vita amministrativa e politica locale, alla quale ha contribuito con passione e senso delle istituzioni, proseguendo poi il suo impegno anche in Parlamento". "Era un uomo politico serio, onesto, con cui è stato un piacere lavorare – è il ricordo di Mario Pinca, suo vicesindaco - anni di enormi investimenti. Per dirne qualcuno, la rete del gas della città e delle frazioni che era quasi inesistente, le fognature, i depuratori, l’acqua che non era in tutti i quartieri, la copertura del Canale di Cento dove ora ci sono i parcheggi, per non parlare delle ristrutturazioni. Il castello della Rocca era praticamente inaccessibile e con gradualità recuperata, il palazzo del Governatore era inagibile ed è stato restaurato realizzando anche la Galleria d’Arte Moderna, così come la Pinacoteca che era in condizioni tragiche. Ci furono davvero tante cose ed enormi. Poi Cento aveva una sua capacità di investimento autonomo, di reperire finanziamenti alla Cassa depositi e prestiti e questo ha consentito di rinnovare la città. Era un uomo cauto, paziente ma determinato che è sempre stato vicino a Cento anche da deputato".

Cordoglio anche dall’ex viceministo a infrastrutture e trasporti Riccado Nencini, ex segretario del Psi e ora presidente del Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux di Firenze. "Eravamo molto amici. Abbiamo condiviso poche gioie e molte tribolazioni per ricostruire il PSI dopo Tangentopoli. Facemmo la scelta più complicata perché provare non solo a stare nel PSI ma ricostruirlo era un’operazione impervia – ci ha detto - abbiamo iniziato insieme l’attività parlamentare nel 92 e siamo rimasti molto legati anche negli anni successivi. Abbiamo anche vissuto assieme a Roma per due anni, condiviso la tragedia del socialismo italiano dopo il ‘93. Aveva un’autorevolezza che derivava a Beppe dall’essere un tipo schivo, un ottimo conoscitore della legge e delle esecuzioni. A contraddistinguerlo è stata la sua serietà. Di lui mi rimarrà sempre un maglione azzurro chiaro, limpido come era lui, che mi regalò un Natale di tanti anni fa. L’ho rimesso appena saputa la notizia. Sarò li a dargli l’ultimo saluto".

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