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Ye, lo show è confermato: "Anche se distanti da lui, non possiamo vietarlo"

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09.04.2026

Scontro continuo sul live del 18 luglio di Kanye West, accusato di odio per gli ebrei. Il Comune ieri ha ribadito di avere le mani legate: "Si tratta di un evento privato". Accolta però la proposta della Cisl: "Il rapper incontri la comunità antifascista".

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"Il riaccendersi del dibattito pubblico attorno al concerto previsto il 18 luglio alla Rcf Arena, a seguito delle recenti decisioni assunte nel Regno Unito, impone parole chiare". Inizia così la nota con cui il sindaco Marco Massari prende posizione sul ritorno in città di Kanye West (Ye).

Un intervento che non lascia spazio ad ambiguità: il primo cittadino ribadisce come le dichiarazioni e i comportamenti attribuiti al rapper siano "gravi e inaccettabili", poiché ogni richiamo a ideologie naziste e antisemite è incompatibile con l’identità di una città Medaglia d’Oro per la Resistenza.

Tuttavia, rispetto alla chiusura totale del passato e a un silenzio considerato troppo prolungato, il Comune si mostra più interlocutorio, introducendo un elemento di novità. L’amministrazione prende infatti atto che, dal dicembre scorso a oggi, vi siano state "parole di scusa pronunciate a mezzo stampa dallo stesso artista, indirizzate a "tutti quelli che ho offeso". Un’apertura cauta, accompagnata dall’augurio che i comportamenti futuri di West "ne ricalchino lo spirito".

Una posizione che cerca di mediare tra il rigore dei valori reggiani "non negoziabili" e la realtà di un evento che ha già venduto oltre 68mila biglietti. Ma andiamo con ordine. Il labirinto di polemiche che circonda Ye ha radici profonde. Dopo il mancato concerto del 2023, l’annuncio dell’Hellwatt Festival sembrava aver stabilizzato la situazione, ma il passato recente del rapper — dalle magliette con la svastica agli elogi a Hitler, che compaiono in un album del 2025— è rimasto una ferita aperta. Nonostante il mea culpa affidato al Wall Street Journal, dove West ha attribuito le sue uscite a un "episodio maniacale psicotico" legato al disturbo bipolare, un ravvedimento che non convince del tutto la piazza reggiana, la pressione sociale resta alta. Il sindaco Massari ha chiarito che non spetta a lui la decisione finale: "Il sindaco non è l’autorità che decide chi può o non può esibirsi in città". Trattandosi di un evento organizzato da privati, in assenza di criticità di ordine pubblico, l’amministrazione non ha poteri discrezionali per vietarlo.

Le valutazioni su eventuali interdizioni spettano semmai al Governo, come accaduto a Londra, considerando anche che il tour toccherà altri Paesi europei come Francia, Portogallo e Spagna, che non hanno previsto revoche. La chiusura di Palazzo del Monte è però un guanto di sfida culturale: Reggio non è una città neutrale e i suoi valori non si negoziano. Chi sceglie di esibirsi qui deve essere consapevole del contesto.

Per questo, il sindaco chiederà ufficialmente agli organizzatori la disponibilità a costruire un momento di confronto tra l’artista e le componenti del tessuto sociale, associativo e antifascista reggiano, raccogliendo di fatto la proposta avanzata dalla Cisl. Un faccia a faccia necessario per capire se le scuse di Ye siano reale consapevolezza o solo una mossa di marketing. Chissà se potrà avvenire, intanto ieri gli organizzatori hanno fieramente rilanciato la vendita dei biglietti per le date di luglio, ci si aspetta un arrivo a dir poco massiccio dall’Italia e dall’Europa.

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© il Resto del Carlino