Tommaso Fumagalli, il calciatore che rinuncia al gol: “Il portiere si era fatto male. Non sono l’anti-Bastoni”
Tommaso Fumagalli, 26 anni, e le immagini dell’azione che lo ha visto protagonista
Reggio Emilia, 6 marzo 2026 – Un gesto di fair play forse semplice , ma non scontato nell’epoca delle simulazioni nonostante la tecnologia e annesse polemiche etiche e arbitrali come il recente caso del difensore dell’Inter Bastoni (nel match contro la Juve, dove ha finto di aver subito un fallo causando l’espulsione di Kalulu). Un calcio alle scorrettezze lo ha dato il 26enne attaccante della Reggiana, Tommaso Fumagalli. Il ‘Puma‘ – come lo chiamano i tifosi – ha lasciato da parte il killer instinct tipico dei calciatori. È il minuto 67 della partita Reggiana-Sudtirol di martedì scorso, 28ª giornata di Serie B, allo ‘Città del Tricolore’ di Reggio Emilia: gli altoatesini sono avanti per 1-0, il centravanti recupera palla sul portiere Cragno, potrebbe involarsi verso la porta e segnare, ma vede l’avversario col braccio alzato per un infortunio e mette la palla fuori.
Fumagalli ha dato un bell’esempio.
“Tutto istinto. Ho visto che Cragno si era fatto male e l’ho buttata fuori”
Gli avversari e l’arbitro sono venuti a stringerle la mano.
“Non me l’aspettavo, perché lì per lì per me è stato un gesto normale. Non mi era mai capitato e mi ha fatto molto piacere che anche gli arbitri a fine partita siano venuti a complimentarsi e ringraziarmi. Il clamore mi ha stupito perché per me è stato davvero tutto normale”.
“Ha altro a cui pensare purtroppo. Ho letto che ha rimediato una lesione del tendine d’Achille. Mi dispiace tanto. Non saprei nemmeno cosa dirgli visto che ha già avuto infortuni pesanti, gli auguro il meglio. Non si arrenda”.
Avrà ricevuto una valanga di messaggi: quali ha apprezzato di più?
“Tanta gente mi ha cercato, alcuni messaggi non me li aspettavo, mi trovo quasi spiazzato da tutto questo, me ne sono reso conto più che altro dopo e non in quel momento, quando tutto mi è venuto naturale”.
Sui social si sono scatenati in tanti: l’hanno messa in antitesi con Bastoni...
“Ho visto i commenti, ma credo sia tutto un po’ esagerato. Non voglio prendere le difese di nessuno e posso anche capire i tifosi, però Bastoni si è scusato. Per me dovrebbe essere un capitolo chiuso, si è andati oltre. Anche io nella mia carriera qualcosa in campo l’ho sbagliata. Non voglio essere ipocrita, un calciatore durante la partita ha in testa i suoi interessi e i suoi obiettivi, fa il suo lavoro. Simulare è sbagliatissimo, però noi giochiamoper vincere”.
Cesc Fabregas, suo ex allenatore al Como, si è espresso in maniera simile nel commentare i fischi dei tifosi ogni volta che Bastoni toccasse palla durante la partita contro l’Inter di Coppa Italia. Vi siete sentiti?
“No, ma il mister ha mille impegni e quindi ci mancherebbe. Le parole che ha detto sulla vicenda di Bastoni le condivido, sono d’accordo. Ripeto, possiamo sbagliare: ha chiesto scusa, e si va avanti”.
In passato per diversi gesti di grande sportività sono stati assegnati premi fair play durante i galà della Serie A o della cerimonia per il Pallone d’Oro. Si aspetta qualcosa?
“No, assolutamente. Mi sento anche un po’ fuori luogo a sentire un mio accostamento a certi ambienti perché non li ho mai frequentati. Però, se dovesse capitare, andrei volentieri”.
Beh, l’ex calciatore Paolo Di Canio, nel 2000, fece storia dopo un gesto simile ai tempi del West Ham contro l’Everton. Venne premiato col “Fifa Fair Play Award. Almeno una telefonata da lui magari...
Fumagalli si schermisce. “Ma no... non c’è bisogno. Se arrivassero i complimenti li prenderei volentieri eh. Lui fece una cosa d’istinto, lo stesso è stato per me. Ricordiamoci che non ho di certo salvato una vita. In quel momento mi sembrava tutto normale, poi già dalla fine della partita in poi avevo capito quanto la gente fosse rimasta colpita dal gesto”.
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