menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Tino Ferrari, il prof di 81 anni cacciato dal corteo con la bandiera dell’Ucraina: “Bloccato con l’ordine di farla sparire, brutta sensazione"

5 0
yesterday

Il professor Tino Ferrari cacciato dalla manifestazione. perché aveva le bandiere dell’Ucraina e dell’Ue

Articolo: Predappio, in meno di 200 per commemorare la morte di Benito Mussolini

Articolo: 25 aprile 2026, contestato il sindaco di Bologna dagli attivisti pro Palestina

Articolo: Manifestazione a Bologna, 6mila in corteo: lancio di verdura contro la sede FdI, allontanato prof con la bandiera dell’Ucraina

Bologna – Porta con sé la bandiera dell’Ucraina, dell’Europa e dell’Italia, ma viene allontanato dal maxi corteo del 25 aprile, sfilato ieri mattina da piazza dell’Unità a Porta Sant’Isaia, per entrare infine al Pratello. Prima di partire per le strade del centro storico, alcuni manifestanti hanno accompagnato fuori dal serpentone l’ex professore Unibo Tino Ferrari. La sua ’colpa’? Quella di avere la bandiera dell’Europa e dell’Ucraina insieme a quella dell’Italia.

È lo stesso Ferrari a raccontare quanto accaduto: "Avevo tre bandiere – inizia –. Mi è stato imposto di toglierle e metterle in tasca. Io ero andato per la classica celebrazione dell’Anpi. Nel momento in cui ho visto il corteo che si stava formando, sono stato bloccato subito e allontanato con l’ordine di farle sparire. Qualche anno fa, nel 2022, è accaduta una cosa simile ma leggera. C’era un miscuglio di gente e mi fu chiesto che cosa ci stesse a fare quella bandiera. Questa volta la compassione non c’era. Ho 81 anni e ho fatto l’università a Milano. Mi ricordo il ‘68 e i movimenti studenteschi. Tornando a casa mi sono ricordato di quelle scene, preso dalle emozioni. C’erano ragazzi molto giovani, mi ha fatto specie essere trattato così. Sono rimasto un po’ impressionato e attonito. Ho avuto una sensazione brutta".

Mi ricordo il ‘68 e i movimenti studenteschi. Tornando a casa mi sono ricordato di quelle scene, preso dalle emozioni

"Una scena vergognosa che ha visto protagonista un nostro dirigente – dice Marco Battiato, vice presidente della sezione bolognese di Italia Viva –. Siamo stanchi di essere preda di fronde violente che minano il senso di una giornata di Unità e Liberazione come il 25 aprile per sostenere posizioni filo putiniani e quindi anti democratiche, contro i nostri valori fondati". Sull’episodio insiste il leader di Italia Viva Matteo Renzi: "È figlio di un clima di odio inaccettabile. La politica sia unita nel respingerlo".

Frasi di conforto a Ferrari arrivano dall’attivista Maryana Trofymova: "Solidarietà a Tino, una persona dolcissima che non si merita questo vergognoso trattamento". Condanna anche dagli esponenti del Pd: "Chi crede nella Costituzione e nell’antifascismo è chiamato a isolare qualunque tentativo di strumentalizzare il 25 aprile per promuovere l’estremismo e l’ intolleranza", scandisce il deputato Andrea De Maria. Secondo ‘i riformisti’ dem "non sentire la causa dell’Ucraina come una battaglia di liberazione dalla dittatura restituisce la cecità, per fortuna soltanto di frange minoritarie e violente che non sporcheranno il 25 aprile".

Interviene anche il sindaco Matteo Lepore: "Un’offesa a quello che rappresenta questa giornata, dove celebriamo la liberazione dall’oppressione e ricordiamo il valore della resistenza. Assurdo che ci sia chi si sente in diritto di allontanare qualcuno che porta la bandiera di un popolo in lotta per la propria libertà. Ho voluto sentire il militante per esprimergli solidarietà e vicinanza". La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, ha invitato "alla Festa dell’Europa che si terrà in Campidoglio il prossimo 8 maggio con Roberta Metsola. Sarà un grande onore averlo con noi".

Parole di condanna da Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega. "Eventi come questo dimostrano quanto i principi di libertà e democrazia, per una parte della politica locale, vengano utilizzati come strumenti per colpire chi la pensa diversamente". Quando "il 25 aprile cesserà di essere la festa della sinistra più antidemocratica?", afferma l’europarlamentare di FdI Nicola Procaccini. Al corteo pare non fossero ammesse bandiere ucraine o russe e allontanare il militante ha impedito l’escalation di eventuali azioni violente. Come successo a Roma, dove alcuni manifestanti pro-Ucraina sono stati aggrediti. Per Ernesto Carbone, membro laico del Csm, "questo è il fascismo degli antifascisti".

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino