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Aeroporto di Bologna, la legge sui voli: "Ok a più intercontinentali. Ma la Regione investa qui"

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19.04.2026

Sì alla legge sugli scali regionali. Nel riquadro: Daniele Ravaglia di Bologna Welcome

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Bologna è lo scalo principale dell’Emilia-Romagna; con la nuova legge regionale si punta ad aiutare gli aeroporti ’minori’. Il provvedimento, con una dotazione di oltre 4 milioni di euro l’anno, di cui 2 milioni per l’abolizione della council tax (l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco negli aeroporti) per gli scali che registrano un traffico inferiore ai 700mila passeggeri l’anno, definisce per la prima volta la cornice organica di intervento regionale in materia aeroportuale e logistica. La norma punta a rafforzare l’integrazione tra trasporto aereo, ferroviario, stradale e fluvio-marittimo, sostenendo il ruolo degli aeroporti come porte di accesso ai distretti industriali e alle principali filiere economiche regionali e promuovendo, allo stesso tempo, il riequilibrio modale del trasporto merci verso soluzioni più sostenibili. «Bologna è elemento imprescindibile, non esiste sistema Emilia Romagna senza il Marconi», ha detto il presidente della Regione Michele de Pascale. Ma per aumentare il numero delle tratte intercontinentali potrebbero servire nuovi investimenti.

Gli aeroporti regionali in rete. Nei giorni scorsi la Regione ha licenziato la proposta di legge per valorizzare i quattro aeroporti dell’Emilia-Romagna e favorire i trasporti aereo e ferroviario. Viale Aldo Moro mette in campo quattro milioni di euro per il sistema regionale, di cui la metà per l’abolizione della council tax per gli scali minori, quindi Parma, Forlì e Rimini. Ne ha parlato anche Gianfilippo Giannetto del Comitato aeroporto-città: "Sotto le rotte aeree non c’è il deserto ma luoghi densamente abitati. Con la specializzazione per i voli intercontinentali, i motori degli aerei saranno più rumorosi e inquinanti", dice.

Gli aeroporti di de Pascale: “Bologna più intercontinentale, Riviera più internazionale”

Daniele Ravaglia, presidente di Bologna Welcome, il governatore de Pascale sembra voler ’specializzare’ gli aeroporti emiliano-romagnoli, aumentando la quota di voli internazionali degli altri scali.

"L’aeroporto di Bologna ha già sviluppato un’attrattività internazionale, in particolare verso gli Stati Uniti, risultando competitivo anche rispetto ad altri Paesi. La strategia del Marconi punta a rafforzare lo scalo, attirando flussi turistici ad alta capacità di spesa. Un turismo di qualità, con impatto positivo sull’economia locale".

Quindi bene l’apertura a più voli intercontinentali?

"È auspicato però un sostegno istituzionale per consolidare questo percorso. La società Adb è già orientata verso questo obiettivo. Serve continuare a investire sull’aeroporto per mantenere e aumentare i flussi internazionali. Gli investimenti sugli scali minori non devono penalizzare Bologna, che resta l’hub principale".

Non rischiano le Due Torri di perdere turisti?

"La crescita turistica di Bologna è stata significativa, anche grazie all’aeroporto. La città è un nodo centrale e molto apprezzato dai viaggiatori stranieri. Per ora non si rischia nessun calo di turisti. Una partnership strategica (co-marketing) tra Adb e Regione per promuovere insieme prodotti, servizi o contenuti relativi allo scalo di Bologna è fondamentale. Soprattutto perché la città ha il ruolo di capofila regionale e ha il più alto potenziale di sviluppo. Non può essere isolata. Il 51% dei turisti è straniero, e rappresenta una grande ricchezza per Bologna e per il Paese"

Merito degli investimenti recenti?

"Da alcuni anni Adb sta investendo per adeguarsi agli standard internazionali. L’obiettivo è offrire servizi in linea con le aspettative dei turisti globali. Sono stati investiti centinaia di milioni di euro in questa direzione. Oltre a questo bisogna affiancare questi interventi con un’adeguata strategia di comarketing, perché l’impatto riguarda non solo l’aeroporto, ma tutto il sistema economico. Una gestione del Marconi che deve restare autonoma, ma sostenuta anche a livello regionale".

È semplice aprire ai voli intercontinentali o servono adeguamenti strutturali?

"L’apertura agli intercontinentali richiede un adeguamento complessivo. Non si tratta solo di infrastrutture, ma anche di servizi, organizzazione e promozione".

"Non basta cambiare le rotte: sarà un processo lungo e coordinato. Turisti e operatori non modificano le proprie abitudini dal giorno alla notte. Occorrono accordi e una pianificazione coerente con i tempi dei voli intercontinentali. Lo sviluppo deve essere graduale e in parallelo con la crescita della domanda".

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© il Resto del Carlino