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“Tornare dalle Maldive costa 10mila euro”, lo sfogo di Gabriele, bloccato con la famiglia

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Gabriele e gli italiani in trappola alle Maldive a causa del caos voli innescato dalla guerra in Iran. Tra questi ci sono anche una cinquantina di bolognesi

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Bologna, 5 marzo 2026 - Anche a Malé (Maldive) il momento non è dei migliori a causa del conflitto in Iran. Sono circa 1.400 gli italiani bloccati dentro l’aeroporto, molti dei quali da ormai sei giorni. Tra queste persone ci sono quasi 50 bolognesi, e molte sono famiglie con bambini piccoli.

"La situazione sta diventando sempre più difficile e le compagnie aeree non stanno fornendo assistenza", racconta Gabriele, una delle persone rimaste bloccate in aeroporto da sabato scorso. "Cibo, alberghi e spese sono tutti a carico dei viaggiatori. Anche gli hotel sono a pagamento e spesso pieni. Chi è riuscito a trovare una sistemazione sta pagando di tasca propria, ma i costi sono molto alti (2-3 mila euro a testa)", spiega il testimone dei disagi a Malé.

Il nodo dello scalo a Doha, Dubai o Abu Dhabi

Il problema principale è che non partono voli per Doha, Dubai o Abu Dhabi, scali da cui normalmente si rientra in Italia. Così, ogni tentativo di rientro è vano perché tutte le rotte di rientro passano da hub attualmente chiusi. "Molti viaggiatori dovevano rientrare sabato scorso, ma ancora oggi non sanno quando potranno tornare a casa", prosegue.

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L’assistenza del consolato e dell’ambasciata, il charter partito con le persone più fragili

Nei primi giorni, sottolinea Gabriele, "è arrivato un ufficio del consolato ed è arrivato anche il gruppo che si occupa di organizzare eventuali voli. Mentre ieri è arrivata un’assistente dell’ambasciata. È partito un unico aereo charter, ma ha imbarcato solo le persone in condizioni peggiori, soprattutto famiglie con bambini piccoli o persone con patologie".

L’imbarco di alcuni turisti con Costa Crociere verso le Mauritius

Dunque, alcuni passeggeri sono riusciti a partire dalle Maldive, i più fragili: "Venti persone sono imbarcate con Costa Crociere verso le Mauritius e poi da lì si arrangiano per tornare a casa. Ma comunque tutto a pagamento, circa 2mila e 3mila euro a testa", evidenzia. Quindi per una famiglia il costo può arrivare anche a 10mila euro per tornare in Italia. Gli alberghi sono pieni o molto costosi. Molte persone, inoltre, finiscono in strutture molto modeste. "E i soldi prima o poi finiscono – ricorda Gabriele -. Inoltre c’è la preoccupazione per chi lavora e deve rientrare e le famiglie con bambini".

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Il timore più grande: una situazione che potrebbe durare settimane

Il timore più grande di chi ormai "vive" in aeroporto è che l’escalation potrebbe durare settimane. Sabato, infatti, dovrebbero rientrare anche molti altri turisti che si trovano ancora nelle isole. Questo significa che: "Agli oltre mille italiani già bloccati potrebbero aggiungersi altrettante persone. Basterebbe mandare due aerei charter per riportare a casa la gente. Anche pagando il volo. L’importante è tornare in Italia", propone Gabriele. Nel frattempo, tutti restano in aeroporto ad aspettare notizie dai funzionari, sperando che qualcuno riesca a partire e liberare posti per chi sta peggio. "Siamo preoccupati, la situazione è tragica", conclude il bolognese in aeroporto.

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© il Resto del Carlino