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Bus in tilt tra i cantieri: passeggeri spaesati e fermate ‘arrangiate’. “Il sistema è sotto stress”

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26.02.2026

Bologna, 26 febbraio 2026 – C’è una fermata nel bel mezzo dei cantieri, in via dei Mille. I cittadini aspettano il bus nascosti tra la carreggiata e i lavori, tra le auto e gli operai. Uno dei tratti più interessati dal futuro tram, dove partirà la ‘Verde’ per intrecciarsi subito con la ‘Rossa’.

E così, per non sopprimere la fermata né deviare il percorso dei bus, la pensilina improvvisata si trova a bordo strada. Una decisione che non va giù agli utenti, ma neanche a Fratelli d’Italia: “Da tempo sollecitiamo l’Amministrazione, perché le persone spesso, quando scendono dal bus e si trovano in fermate provvisorie adiacenti ai cantieri, non trovano un corretto percorso in sicurezza – puntualizza Elena Foresti, consigliera comunale meloniana –: manca la segnaletica. Una situazione di insicurezza, che riguarda in particolare le persone non vedenti, mentre i percorsi molto stretti ricavati non consentono l’accessibilità a carrozzine e passeggini. Abbiamo anche segnalato una fermata provvisoria adiacente a una scuola: la sicurezza degli utenti deboli deve essere una priorità”.

Convivenza difficile tra trasporto pubblico e cantieri

Non solo, però, perché la difficile convivenza tra trasporto pubblico e cantieri sfocia nella confusione. In commissione consiliare parla di “rassegnazione” tra i passeggeri, che “si accontentano di arrivare almeno nelle vicinanze dei capolinea”, Gianfranco Tanari (coordinatore di Uiltrasporti in Tper).

“Il personale vive una situazione di stress molto forte – dice il sindacalista –. Sappiamo quanti cantieri punteggiano la città da un lato all’altro, obbligando i conducenti a passaggi complessi e a continue deviazioni, per cui anche gli utenti stessi si trovano disorientati. Ormai siamo arrivati a una sorta di assuefazione e rassegnazione”.

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Difficoltà di cui Tper “è consapevole” replica Chiara Giannelli, responsabile Gestione sviluppo risorse umane e Rapporti con il personale viaggiante. L’azienda ha attivato uno sportello di supporto psicologico, ricorda la dirigente, la cui attività va oltre i casi di aggressione e le intemperanze in cui vengono coinvolti i dipendenti: “Lo stress è tanto, al di là degli episodi di insicurezza”. “Autisti e operatori del trasporto pubblico stanno sopportando un peso notevole dovuto ai tanti cantieri – riconosce Michele Campaniello, assessore comunale alla Mobilità –. Non è affatto semplice”.

Nuovi bus per aumentare il livello di protezione del posto guida

Poi c’è, appunto, il tema sicurezza. Le gare di Tper per l’acquisto di nuovi bus prevedono di aumentare il livello di protezione del posto di guida: l’azienda risponde così alle sollecitazioni avanzate da Ugl, Fit-Cisl, Filt-Cgil, Uiltrasporti, Usb e Faisa-Cisal. Le sigle chiedono anche un potenziamento della videosorveglianza, sistemi di allarme facilmente utilizzabili e adeguatamente verificati, formazione dei dipendenti e una maggiore presenza delle forze dell’ordine a bordo, alle fermate e ai capolinea. Per quanto riguarda la protezione del posto guida, “su 1.226 vetture sono 963 quelle a norma con il ‘decreto Salvini’”, segnala Gabriele Monaco, responsabile Gestione trasporto automobilistico di Tper. Le telecamere sono su tutti i mezzi, ma serve “studiare come presidiare meglio il posto guida”, mentre per gli allarmi “il 2026 vedrà il rinnovo sull’intero parco”. Intanto, però, gli autisti si arrangiano come possono: “Nelle chat c’è chi scrive ‘io prendo lo spray al peperoncino’ e chi ‘io faccio un corso di arti marziali’ – riporta Andrea Toni di Ugl, che guida i bus di notte –: è abbastanza sconcertante, stiamo sbagliando qualcosa”.


© il Resto del Carlino