Il pranzo di Pasquetta porta un punticino. Il Cesena pareggia in rimonta sul SudTirol
La rete di Cristian Shpendi sulla respinta di Adamonis, la palla era già entrata prima sulla deviazione di Davi (Foto Ravaglia)
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CESENA (4-2-3-1): Klinsmann; Ciofi, Zaro, Piacentini, Corazza; Bastoni (18’ st Castagnetti), Bisoli; Ciervo (38’ Wade), Shpendi (17’ st Frabotta), Berti (26’ st Olivieri); Cerri (26’ st Vrioni). A disp.: Siano, Amoran, Guidi, Magni, Mangraviti, Arrigoni, Francesconi. All.: Cole.
SUDTIROL (3-5-2): Adamonis; F. Davi (10’ st El Kaouakibi), Pietrangeli, Veselj; Molina (40’ st Crnigoj), Tait (18’ st Frigerio), Tronchin (40’ st Davi S.), Casiraghi, Zedadka; Tonin (10’ st Odogwu), Merkaj. A disp.: Borra, Theiner, Bordon, Masiello, S.Davi, Mancini, Martini, Crnigoj, Verdi. All.: Castori.
Arbitro: Allegretta di Molfetta.
Reti: 2’ pt Tait, 17’ pt F. Davi (autogol).
Note: spettatori 10.065; ammoniti Molina, F. Davi, S. Davi per il SudTirol; recuperi 1’ e 4’; angoli 4-6.
Chi si accontenta gode. È il pensiero al termine di una gara dai due volti fra Cesena e SudTirol nella Pasquetta al Manuzzi, all’ora di pranzo. Il caldo di ieri ha svolto un ruolo non secondario, soprattutto nella ripresa quando i ritmi si sono abbassati per la spossatezza e i crampi dei giocatori. Ne è venuta fuori una gara messa da Klinsmann subito in salita per la Romagna con l’erroraccio sulla botta di Tait dai 20 metri. Klinsmann parte in ritardo sul tuffo, intercetta la palla, gli sfugge, tenta di smanacciare, ma la frittata è fatta e sorprende anche l’autore del tiro. Il Cesena made in Cole però non si sgonfia alla prima difficoltà ed anzi dipinge una frazione tutta aggressività e cuore che porta almeno 4 volte i bianconeri a tu per tu con Adamonis. Il portierone sudtirolese un paio di volte ci mette una pezza agevolato dall’imprecisione di Ciervo. Fino all’azione splendida orchestrata ancora da Ciervo sulla destra con relativo cross, Davi anticipa tutti sul secondo palo deviando verso la propria porta, il portiere intercetta e respinge sui piedi di Shpendi il cui tap in non lascia scampo. L’azione non è chiarissima, un fermo immagine televisivo dimostra che la palla era già entrata sulla deviazione del difensore e prima che il portiere la respingesse, quindi sembra trattarsi di autogol e non dell’undicesimo timbro del gemello albanese. Col pareggio la gara sembra rimettersi sul binario giusto, le azioni del Cesena sono ficcanti e il SudTirol vacilla, sembra sul punto di cedere e invece resiste fino all’intervallo.
Nella ripresa un’altra gara: il Cesena cala vistosamente, a Cerri vengono annullati due gol per fuorigioco, la botta di mancino di Corazza si infrange sul volo di Adamonis. Poco alla volta la barricata di Castori prende fiato anche perché i corridori bianconeri sono ormai stanchi e mister Cole è costretto a privarsi delle fonti che avevano fatto spumeggiante il gioco nel primo tempo. Fuori Bastoni (applaudito, i fischi di due mesi fa sono dimenticati) e Berti, le due dinamo che hanno dato fosforo e fantasia alle azioni bianconere, e fuori anche Cerri. Stavolta i cambi non portano linfa come con il Catanzaro e non regalano la svolta. Il Cesena si appiattisce, perde lucidità. Finalmente debutta un Primavera, Papa Wade. Cole mantiene le promesse, il suo Cesena è aggressivo – almeno finchè ha avuto fiato – ed in campo si vedono anche i giovani del vivaio. Ma il pranzo di Pasquetta porta un punticino.
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