I ciociari hanno rallentato ma non mollano. Costruzione ’fluida’ e manovra camaleontica
Giacomo Calò: 36 presenze con 2 gol e 5 assist la scorsa stagione col Cavalluccio
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Un’altalena di appena 8 mesi, che può svoltare non una, ma due stagioni. È il caso del Frosinone, prossimo avversario del Cesena, che è passato dal salvarsi grazie alla penalizzazione e il fallimento del Brescia, evitando quindi i playout per un foglio di tribunale, a vincere il titolo di campione d’inverno (per la seconda volta nella sua storia) dopo il 2-0 sul Catanzaro dello scorso gennaio, arrivando al giro di boa con 41 punti, tre di vantaggio sul Venezia prima inseguitrice. Una metamorfosi che ha dell’incredibile, considerando che è arrivata nel giro di una sola estate e con un allenatore, Massimiliano Alvini, che arrivava da un doppio esonero (a novembre 2023 dallo Spezia e a febbraio 2025 dal Cosenza) e da una retrocessione (con lo stesso Cosenza). Insomma, non proprio un curriculum rassicurante. I ciociari però hanno scommesso proprio su di lui e, sin qui, si può dire che stanno vincendo. Il Frosinone, infatti, viaggia stabilmente al ritmo delle grandi e attualmente è terzo, con 5 punti di ritardo dal Venezia, primo, e due dal Monza, secondo.
Quello che scenderà in campo alle 15 all’Orogel Manuzzi sarà, quindi, un gruppo lanciato, con 6 risultati utili consecutivi e, addirittura, una sola sconfitta nelle ultime 21 partite (col Venezia lo scorso 7 febbraio). Non solo: la formazione ciociara si è distinta fin dalle prime giornate come una squadra ’camaleontica’, che passa molto spesso dalla difesa a 4 a quella a 3. Lo stesso Alvini ha dichiarato che parlare di moduli è riduttivo: "Oggi il calcio è molto dinamico e fluido, si costruisce a 3, a 4, a 2". Un approccio, quello dei gialloblù, che rende le cose davvero difficili agli avversari chiamati a prepararsi ad affrontarli, e che ha disorientato più di una formazione nel girone d’andata.
Non è tutto oro quello che luccica. Infatti, dopo il trionfale girone d’andata, concluso con il titolo di campione d’inverno, il Frosinone ha rallentato. Il Venezia ha vinto quasi tutto nel ritorno, sorpassandolo, imitato poi dal Monza. Insomma, sono già troppi i punti persi per la strada, e in Romagna il Frosinone salirà per far bottino pieno e rimanere agganciato al treno della coppia di testa.
Venendo ai giocatori, c’è un nome in particolare da circolettare in rosso: Farès Ghedjemis, ala destra francese classe 2002 che il Frosinone ha pescato da FC Rouen 1899. Un nome che quasi nessuno sa pronunciare, ma che sa fare gol. Sono già 10 le reti segnate sin qui (come Cristian Shpendi), a cui si aggiungono tre assist. L’attaccante franco-algerino è uno dei trascinatori della formazione ciociara, nonché uno dei nomi più pericolosi dell’intera cadetteria. Oltre al numero 7, tra le fila del Frosinone sono da segnalare anche Antonio Raimondo, 8 gol e un assist, il centrocampista Ilias Koutsoupias (7 reti e tre passaggi vincenti) e l’ex Giacomo Calò. Per lui, già 6 reti e, soprattutto, ben 10 assist.
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