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"Voglio mettermi al servizio del Paese"

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04.03.2026

Emiliano Lombardo, 19 anni, si è diplomato all’Itip Bucci

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Un giovanissimo faentino tra gli allievi ufficiali dell’esercito, nel corso di laurea in Scienze strategiche all’Accademia militare di Modena. Si chiama Emiliano Lombardo, è nato a Caltanissetta ma vive in città, dove si è diplomato all’istituto tecnico Itip Bucci, indirizzo informatico. Ha 19 anni. "Coltivo la passione per lo sport – dice di sé –, in particolare dedico parte del mio tempo alla corsa e alla palestra, e nel tempo libero amo stare con la mia famiglia e con i miei amici".

Lombardo, cosa l’ha spinta a scegliere la carriera militare e, in particolare, l’esercito?

"La scelta della carriera militare nasce dal desiderio di mettermi al servizio del Paese, intraprendendo un percorso fatto di impegno, regole e responsabilità. L’esercito italiano mi è sembrato l’ambiente più adatto. L’opportunità di assumere fin da subito ruoli di responsabilità e di guidare altre persone ha avuto un ruolo decisivo nella mia scelta".

Se dovesse raccontare a casa una sua giornata tipo in Accademia, da dove inizierebbe?

"Inizia molto presto, con la sveglia e l’alzabandiera, e prosegue con un’alternanza di attività accademiche e militari. Attualmente frequento il corso di laurea in Scienze strategiche, un percorso impegnativo affiancato da addestramento ed esercitazioni. Studiare in Accademia è un’esperienza unica, perché unisce la formazione universitaria a quella caratteriale e militare, contribuendo a formare la persona prima ancora dell’ufficiale".

Cosa significa per lei giurare fedeltà alla Repubblica e quali valori di questa promessa pensa che saranno importanti nel suo futuro professionale?

"Giurare fedeltà alla Repubblica Italiana significa assumersi un impegno solenne verso lo Stato e i cittadini. Per me rappresenta la promessa di servire la comunità con lealtà, onore e senso del dovere, anche nei momenti più difficili".

La sua famiglia come vive questo momento?

"Rappresenta il riconoscimento di un percorso fatto di sacrifici condivisi. I miei familiari vivono questo momento con grande orgoglio ed emozione, consapevoli dell’impegno che ho scelto di assumermi. Il loro sostegno è stato ed è tuttora fondamentale nel mio cammino.

Pensando al futuro, cosa sente di aver già costruito a Modena che l’accompagnerà nella sua carriera e c’è qualche insegnamento della sua famiglia che le torna spesso in mente?

"A Modena sto costruendo solide basi professionali e umane. Un insegnamento della mia famiglia che mi accompagna spesso è quello di non tirarmi mai indietro di fronte alle responsabilità e di dare sempre il massimo in ciò che faccio".

Ha mai avuto momenti di nostalgia o difficoltà legate alla lontananza?

"Sì, soprattutto nei periodi più intensi, ma fanno parte del percorso di crescita. La mia famiglia e i miei amici hanno reagito con orgoglio e sostegno quando ho comunicato la mia scelta, comprendendo l’importanza di questo obiettivo e incoraggiandomi a proseguire con determinazione".

Guardando al futuro, che tipo di ufficiale vorrebbe diventare?

"Un ufficiale competente, equilibrato e attento alle esigenze del proprio personale. Un comandante in grado di guidare con l’esempio, ascoltare con disponibilità e assumere decisioni responsabili anche nelle situazioni più complesse. Il mio obiettivo è servire l’esercito e il Paese con professionalità, umanità e un profondo senso del dovere".

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© il Resto del Carlino