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“Il mare della Sardegna? Sa di copisteria. Quello della Riviera è il vero originale”

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08.09.2026

Alessandro Gori quando aveva due anni in vacanza al mare a Bellaria

Articolo: Come sarà la spiaggia di Rimini, il sindaco: “Ferma da 20 anni, va rivoluzionata. Sì ai maxi bagni dove saranno utili”

Rimini, 8 settembre 2026 – C’è un momento, nel “Trattatello definitivo sulla Riviera romagnola” di Alessandro Gori, in arte Lo Sgargabonzi, in cui si capisce che difendere il mare di Rimini significa innanzitutto smettere di difenderlo. Non dire più, davanti all’amico appena tornato dalla Sardegna: “Sì, è vero, il nostro mare non è granché, ma…”. Perché è proprio in quel “ma” la resa. È il punto in cui si accetta che esista un mare originale – trasparente, turchese, incontaminato – e un Adriatico che ne sarebbe soltanto la copia difettosa.

Gori rovescia il tavolo: il mare di Rimini è quello vero. È quello della Sardegna che sa di copisteria.

Basterebbe questa provocazione, insieme assurda e perfettamente coerente, per spiegare il tono dello spettacolo andato in scena sabato sera al centro sociale Grottarossa di Rimini. Una sessantina di spettatori, in maggioranza trentenni, un palco essenziale piantato nel prato e il cortometraggio dal titolo omonimo, girato a Milano Marittima per la regia di Eddie da Silva, a fare da contrappunto. Nessuna scenografia spettacolare, perché la scenografia, in fondo, è già tutta nella testa di chiunque abbia trascorso almeno un’estate sulla Riviera.

Non dire più, davanti all’amico appena tornato dalla Sardegna: “Sì, è vero, il nostro mare non è granché, ma…”. Perché è proprio in quel “ma” la resa

Ci sono gli alberghi e le pensioni, le creme Piz Buin, le sale giochi, i minigolf, le........

© il Resto del Carlino