Sfratti, dalle carte spunta una seconda donna: forse anche lei ‘facilitata’ in cambio di sesso
L’ufficio di Franchini, in tribunale, al piano terra: funzionario Unep, c’è scritto
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Pesaro, 5 aprile 2026 – Una misteriosa donna di origine russa. Nelle carte dell’inchiesta sugli sfratti per tentata concussione, rifiuto di atti d’ufficio e falso in atto pubblico all’Unep del Tribunale di Pesaro, spunta anche una donna senza nome, indicata solo per la nazionalità. Si tratta di una figura ancora da identificare formalmente, ma ritenuta centrale per verificare alcuni aspetti rilevanti dell’indagine.
Il coinvolgimento di una donna russa
Il dirigente dell’Ufficio Notificazioni, Esecuzioni e Protesti Gennaro Franchini, 65 anni e il funzionario Amedeo Trotta, 61 anni si trovano entrambi agli arresti domiciliari da giovedì scorso in attesa dell’interrogatorio di garanzia fissato per mercoledì 8 aprile quando, assistiti dai propri avvocati (Andrea Casula ed Enrico Cipriani per Franchini e Gabriele Gallo per Trotta), compariranno davanti al gip. La donna russa, secondo quanto ipotizzato dall’accusa, sarebbe stata coinvolta in una procedura esecutiva e, in quel contesto, potrebbe aver beneficiato di un trattamento di favore. Si tratterebbe della seconda donna oggetto del trattamento che è oggetto di indagine. Ciò su cui gli inquirenti vogliono fare luce è se quell’agevolazione sia stata ottenuta in cambio di utilità indebite e di favori sessuali. Si tratta di un’ipotesi tutta da verificare e che richiederà riscontri specifici.
L’ipotesi investigativa
Per fare ciò gli investigatori (Nucleo investigativo e sezione di pg dei carabinieri) intenderebbero acquisire i fascicoli originali della procedura che la riguardava, ricostruendo ogni passaggio anche attraverso i sistemi informatici. Allo stesso tempo sarà necessario identificarla e ascoltarla, per chiarire eventuali contatti e modalità di gestione del suo caso. Il riferimento alla donna russa non è isolato si inserisce in un quadro investigativo in cui, secondo l’accusa, le procedure di sfratto avrebbero subìto interferenze legate a rapporti personali e dinamiche esterne all’iter ordinario. Il peso specifico che, in questo scenario, potrebbe assumere la ‘donna misteriosa’ non è solo come persona informata sui fatti, ma come possibile chiave di lettura di un eventuale meccanismo più ampio che riguarda, secondo l’ipotesi investigativa, un sistema di favori sessuali in cambio di sfratti rinviati.
Un tassello che potrebbe contribuire a chiarire se e in che modo le procedure di sfratto siano state piegate a logiche diverse da quelle previste dalla legge. Da qui la necessità di mettere al sicuro le prove prima che l’indagine vada avanti. Il rischio indicato è quello di una possibile alterazione o distruzione di materiale rilevante: documenti, appunti, dispositivi elettronici.
Per questo si parla di perquisizioni e sequestri, oltre all’acquisizione delle tracce digitali dei sistemi informatici, per verificare chi ha inserito atti, chi li ha eventualmente modificati e se vi siano state operazioni anomale. Accanto ai riscontri tecnici potranno essere acquisite anche testimonianze da parte di una serie di soggetti che avrebbero avuto contatti con gli indagati, per evitare possibili condizionamenti. Le carte parlano infatti di relazioni consolidate e di una capacità di incidere sulle condotte altrui, soprattutto nei confronti di chi si trova in posizione più debole.
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