Affidopoli, ruota panoramica, ma col trucco: alla ditta che la installava i soldi ricavati da un’altra determina /
La ruota panoramica, nell’installazione di alcuni anni fa sempre alla Palla di Pomodoro
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Pesaro, 15 aprile 2026 – Le associazioni usate come ‘bancomat’, un braccio operativo per aggirare la burocrazia e liberare risorse in tempi rapidi. E la vicenda della ruota panoramica dentro l’inchiesta Affidopoli diventerebbe, secondo gli inquirenti, un caso “di scuola”: gonfiare una determina per far uscire soldi e poi spostarli dove serve, con meno vincoli e più rapidità. In questo schema, secondo l’accusa, cambierebbe anche il ruolo di Stefano Esposto, presidente di Opera Maestra e Stella Polare. Finora descritto come quello che faceva solo il proprio interesse e si spartiva i soldi Massimiliano Santini, ora assumerebbe anche la veste di faccendiere del Comune.
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Un gioco di prestigio con i fondi pubblici
Un gioco di prestigio con i fondi pubblici, nella lettura investigativa. I soldi entrano con una causale, escono con un’altra destinazione. Ed è proprio per questo che la ruota panoramica di piazzale Aldo Moro viene guardata come una vicenda da studiare per capire il trucco e per verificare se quel meccanismo sia stato replicato anche altrove. È dentro questo schema che si inserirebbe la determinazione n. 1837 del 20 luglio 2023: 75mila euro affidati dal Comune di Pesaro all’associazione culturale Stella Polare per un intervento di manutenzione e per la realizzazione di un grande murales nella zona portuale, legato al programma di Pesaro Capitale italiana della Cultura 2024. E nell’atto firmato da Giraldi della ruota panoramica non c’è traccia.
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Secondo la Procura sarebbe stato ricavato un margine di circa 5mila euro
Secondo la Procura da quella determina sarebbe stato ricavato un margine di circa 5mila euro per coprire le spese dei rilievi geologici e dell’energia elettrica legate all’attrazione installata a Pesaro nell’estate 2023. Un “tesoretto” che sarebbe stato creato maggiorando l’importo dell’affidamento.
Il bonifico da 2.440 euro partito da Stella Polare
Un primo riscontro sarebbe stato trovato dagli inquirenti: un bonifico da 2.440 euro partito il 25 ottobre 2023 da Stella Polare verso la ditta privata che gestiva la ruota, con una causale generica (“attività di collaborazione su eventi di promozione attrazioni”).
Ma i conti non tornano: si ipotizza una cifra di circa 5mila euro, ma quella documentata è meno della metà. E il resto, allo stato, non ha una destinazione chiara: che fine ha fatto? E perché il Comune avrebbe dovuto sostenere spese come rilievi geologici ed energia elettrica di un privato per un’attrazione commerciale?
Gli inquirenti sono interessati al metodo
Gli inquirenti sono interessati al metodo. Quelle somme non sarebbero state stanziate con un atto diretto e trasparente, ma fatte uscire con un affidamento formalmente destinato ad altro progetto. In questa ricostruzione Stella Polare diventerebbe il soggetto attraverso cui transitano fondi pubblici destinati ufficialmente a una finalità, ma poi usati almeno in parte per un’altra. Un sistema “a catena”. Massimiliano Santini avrebbe gestito gli accordi, Massimiliano Amadori li avrebbe fatti confluire negli atti amministrativi, mentre il dirigente comunale Eros Giraldi li avrebbe formalizzati con firma.
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