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Leonardo e Marco, 2mila km nel deserto: “Sarà un’avventura... Pandastica. Il pericolo maggiore? I cammelli”

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09.04.2026

Leonardo Piolanti e Marco Tozzi con la loro Panda

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Cesena, 9 aprile 2026 – Un’avventura che non conosce confini quella che si apprestano a vivere i due  cesenati  Leonardo Piolanti e Marco Tozzi, rispettivamente di 48 e 37 anni. I due amici, dal 12 aprile al 18 aprile affronteranno un rally raid nel deserto africano a bordo della loro Fiat Panda, assemblata in un lungo anno di lavoro.

Leonardo Piolanti, l’idea del rally nel deserto in Marocco come vi è venuta?

“Io e Marco abbiamo una passione comune: quella dei motori. Lui, meccanico a San Piero in Bagno, correva in motocross, mentre io, che sono chef a domicilio, gareggiavo sui Go Kart. Abbiamo scoperto l’esistenza di questa gara quasi per caso. Abbiamo pensato al Panda Raid perché era un evento adatto al nostro budget, poco costoso”.

Avete mai fatto un rally?

“No, è la prima volta”.

In cosa consisterà la gara?

“Dovremo percorrere 2.060 chilometri, da Almeria in Spagna a Mehdya in Marocco, di cui 968 chilometri saranno su pista. L’incognita è finire la gara senza rimanere a piedi. Siamo alla prima esperienza e portare a termine la gara è già un successo perché in tanti si ritirano”.

Vi siete dati un nome, ispirato a famosi supereroi, ‘I Pandastici 2’ e farete dirette Instagram dal deserto…

“Sì e abbiamo bisogno di follower. Pubblicheremo i video della nostra avventura”.

Il percorso quale sarà?

“La gara si svolge per il 50 per cento su pista, cioè su strade sterrate non asfaltate. Troveremo deserti rocciosi al nord e sabbiosi al sud. Lì dovremo guidare tra le dune. La navigazione sarà con la bussola e con mappe cartacee (road book), perché ogni tipo di satellitare sarebbe inutile. Partiremo ogni giorno all’alba, alle sei del mattino, e faremo otto ore di guida senza fermarci per mangiare. In media sono 350 - 400 chilometri al giorno. La notte ci apposteremo nei campi allestiti con le tende. Si parte da Almeria sabato 11 aprile, dove faremo le prove tecniche. Da lì, ci imbarchiamo per il Marocco con destinazione Nador, nel Marocco orientale”.

L’avete testata la vostra Panda?

“Sì sulle nostre colline cesenati, dove abbiamo percorso circa 2.000 chilometri. Certo, le nostre colline non sono il deserto”.

Quanti concorrenti ci saranno al Panda Raid africano?

“Sono 360 auto, tra Panda e Seat Marbella (che è la Panda spagnola), e in ogni auto viaggiano due persone. Quindi 720 concorrenti in tutto. Ci saranno altri italiani”.

La vostra Panda l’avete sistemata assieme…

“Sì. Abbiamo acquistato una Panda che era quasi un rudere, un 4x4 benzina, pagata 2.500 euro. Era di colore bordeaux. L’abbiamo completamente smontata, e per un anno abbiamo passato le serate libere all’officina ‘Bt Service’ di San Piero facendo mezzanotte. Ora è bianca. Abbiamo messo delle ruote da sterrato fornite da System Pneus, e tra i nostri sponsor c’è anche ‘Bombonera’”.

Pericoli nel percorso ce ne sono?

“Uno dei pericoli maggiori sono gli animali, in particolare i cammelli, lungo la strada e spesso in gruppo”.

Cosa vi porterete dietro?

“Nel percorso attraverseremo diversi villaggi e incontreremo tanti bambini a cui porteremo quaderni, penne per la scuola, regali e caramelle. In auto abbiamo anche pezzi di ricambio, due ruote di scorta, la tenda, abbigliamento invernale e estivo. Di notte è molto freddo perché siamo nel deserto, di giorno è caldissimo”.

Inutile chiedere se avete l’aria condizionata in macchina…

“No, e in più, per abbassare la temperatura del motore saremo costretti a viaggiare con il riscaldamento acceso e in questo periodo, in Marocco, ci sono 30 gradi di giorno”.

“La gloria, e non è poco”.

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© il Resto del Carlino