Villa Mussolini al Comune di Riccione, la sindaca: “Celebriamo una riappropriazione. È una vittoria della città"
La sindaca di Riccione Angelini: "Dal 1997 l’Amministrazione ha gestito Villa Mussolini come se fosse già proprio"
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Riccione, 10 marzo 2026 – “Oggi non celebriamo solo un acquisto, ma un atto di riappropriazione identitaria: è una vittoria della città per la città”. Sono le prime parole della sindaca di Riccione Daniela Angelini dopo che Fondazione Cassa di risparmio di Rimini ha deciso di accettare la proposta di acquisto del Comune, preferendola a quella della David2 srl, società di Torino.
"Villa Mussolini racconta la nostra evoluzione”
“Villa Mussolini non è un semplice immobile di pregio, ma un edificio storico che racconta la nostra evoluzione: dalla nascita come stazione balneare d’élite alla trasformazione in luogo pubblico dedicato alla cultura. Abbiamo presentato un’offerta solida perché fondata sulla realtà di quasi trent’anni di cure e investimenti pubblici. Dal 1997 l’Amministrazione ha gestito questo bene come se fosse già proprio, investendo risorse per garantirne la manutenzione e l’adeguamento funzionale. Riportare la Villa definitivamente ai riccionesi significa assicurarne la funzione sociale per le generazioni future. È una scelta di visione: Riccione non rimuove la propria memoria complessa, ma la rielabora criticamente attraverso la cultura per farne un’infrastruttura di futuro, capace di essere viva e pulsante tutto l'anno, oltre la stagionalità balneare”.
Proposta di acquisto di 1 milione e 206mila euro
Il comune ha avanzato una proposta di acquisto con una parte economica quantificata in 1 milione e 206mila euro, cresciuta rispetto alla presentazione iniziale. L’altra parte della proposta fa leva sul progetto artistico, culturale e sociale, un elemento che Fondazione Carim aveva messo al centro della propria futura scelta. “L’acquisizione di Villa Mussolini è il pilastro fondamentale della nostra strategia: creare un sistema culturale integrato che metta in rete le eccellenze del territorio” sottolinea la vicesindaca e assessora alla Cultura Sandra Villa.
“La Villa diventerà il baricentro di un’architettura della conoscenza che connette Villa Franceschi, Villa Lodi Fè, lo Spazio Tondelli e il Museo del Territorio. La nostra visione trasforma la Villa in una ‘fabbrica di pensiero’ permanente, fondata su quattro pilastri strategici: dimensione sociale, sviluppo del territorio, formazione e cultura. Non sarà solo la sede di grandi mostre fotografiche internazionali, ma diventerà un laboratorio di welfare culturale e un centro di documentazione per il nostro patrimonio immateriale e i nostri archivi storici, aperto alle scuole e all’università 365 giorni l'anno”.
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