Dalila, nata prematura, a 16 anni è nominata Alfiere della Repubblica. Oggi fa la volontaria in Terapia neonatale: “E’ bello donare speranza”
Dalila insieme alla mamma Chiara: unite dall’esperienza vissuta in terapia neonatale, oggi condividono un impegno fatto di vicinanza e sostegno alle famiglie
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Rimini, 12 aprile 2026 – Per i genitori che assistono i figli nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’Infermi, è una luce, una speranza che un giorno il dolore diventerà forza. Lei si chiama Dalila Brocculi, fa la volontaria nell’associazione La Prima Coccola, che sostiene la Tin di Rimini, ed è stata nominata Alfiere della Repubblica. E’ stato il Quirinale a riconoscere in lei l’impegno e la delicatezza che porta ai genitori nelle corsie della terapia neonatale dell’ospedale riminese.
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Dalila: “Alfiere della Repubblica? Sono scoppiata di gioia”
Quando ieri mattina è uscita notizia Dalila, 16 anni, era a scuola. “Non lo sapevo, ma all’uscita ho visto mia mamma che mi è venuta incontro con un mazzo di fiori. In quel momento non ho capito, poi ho letto il biglietto e sono scoppiata dalla gioia”. Nei mesi scorsi era stata la stessa Dalila a decidere di inviare al Quirinale la propria esperienza. E’ giovane, ha appena 16 anni, e la sua storia porta speranza. Dalila, infatti, è nata prematura. Quando è venuta al mondo aveva solo 28 settimane. I genitori hanno vissuto quei momenti senza sapere cosa sarebbe accaduto. E’ quella sensazione che vivono tutte le mamme e i papà che si incontrano alla terapia neonatale. Ma quando nel reparto arriva Dalila le cose cambiano.
"E’ bello assistere a come cresca nei genitori la speranza”
“Vedi alcuni genitori demoralizzati – racconta – non sanno cosa potrà accadere al figlio mentre guardano ai pochi grammi che il bambino prende. Quando mi vedono vogliono sapere. Mi chiedono ‘è lei?’ riferendosi al fatto che sono nata prematura. Vedono con i loro occhi cosa può essere il futuro, ed è bello assistere a come cresca in loro la speranza. E’ fondamentale perché davanti alle mamme e ai papà c’è un mondo sconosciuto e hanno bisogno di un forte supporto perché sono i genitori che dovranno stare vicini al figlio e dargli forza”.
Dalila è un segno di speranza
Dalila è un segno di speranza. Quando è nata pesava un chilo e 180 grammi e nei primi giorni dopo il parto ne ha persi 190. Era così fragile che è stata ricoverata subito nella Tin dell’Infermi. E’ rimasta due mesi, mentre per i genitori la gioia del parto era ormai svanita nella preoccupazione. Dalila è nata nel 2009. Nel 2014 è stata fondata l’associazione La Prima Coccola, e la madre, Chiara Soldati, è subito entrata a farne parte. “Ricordo che ero piccola, una bambina di cinque anni, quando andavo in reparto con la mamma o la seguivo ai banchetti”. Ancora piccolissima era già una luce per i genitori della Terapia neonatale. “La mia attività di volontaria non si è mai fermata. Sono andata in reparto anche a Pasqua ed è stato molto bello poter incontrare le mamme e i papà dei bambini ricoverati”.
Mamma Chiara: “Quando hanno chiamato dal Quirinale non ci credevo”
Ieri mattina a piangere di gioia c’era anche mamma Chiara, che è vicepresidente de La Prima Coccola. “Quando ho visto il numero di telefono con prefisso di Roma, inizialmente ho pensato fosse l’ennesimo call center, ed ero preparata a rispondere a modo – racconta Chiara -. Ma quando la persona mi ha detto che mi stava chiamando dal Quirinale, non potevo crederci. Poi ho aspettato che Dalila uscisse da scuola prima di dirglielo”.
L’attività dell’associazione va avanti da tredici anni. “E’ stata fondata nel 2014, e Dalila è cresciuta con lei. Siamo subiti entrati in associazione organizzando quelle iniziative che possono portare sostegno ai genitori e alla Terapia neonatale. Oggi Dalila è una ragazza di 16 anni come tante, ed è belle vedere l’effetto che fa nei genitori che hanno i figli alla Tin. E’ un reparto in cui la vita e la fine delle speranze viaggiano parallele. Una realtà dove il tempo non passa mai, dove conti i grammi che il figlio ha acquisito giorno dopo giorno. E’ un’esperienza che ti segna. Chi non la vive o non vi si avvicina non riesce a comprenderlo, ed è importante che se ne possa parlare”.
Ora manca solo un passaggio. “Il sette maggio - ci dice Dalila - andrò a Roma per ricevere ufficialmente la nomina ad Alfiere della Repubblica, e potrò incontrare il presidente Mattarella”.
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