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Il Cesena si è spento in otto gare. Segna la metà e incassa il doppio

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19.02.2026

Prendere tanti gol e, di contro, farne pochi è un connubio che si solito nel calcio non porta lontano. Il Cesena nelle ultime otto gare, quindi dalla trasferta di Catanzaro in poi, ha abbinato queste due brutte abitudini e alle sedici reti subite ha risposto con appena sette mercature, una media scesa drasticamente sotto al gol a partita, 0,85 per la precisione, e la classifica ovviamente ne ha notevolmente risentito.

Solo con Reggiana e Pescara i bianconeri sono andati a segno per più di una volta, nel derby al Mapei il Cavalluccio si è imposto 2-1, mentre contro gli abruzzesi la gara è finita 2-0 , e questi rimangono anche gli unici due match che hanno prodotto punti. Una sola marcatura, ininfluente per il risultato finale, nei faccia faccia contro Bari, Avellino ed Entella, mentre con Catanzaro, Empoli e Venezia la casella delle reti realizzate è rimasta miseramente intonsa. La sinfonia suonata dal gruppo di Mignani non è sempre stata questa, ad inizio stagione si registrava molta più facilità ad andare a segno.

Nelle prime dieci giornate sono stati 16 i gol fatti, media 1,6 a partita, quasi doppia rispetto a quella attuale, e in quel momento il Cesena aveva il terzo miglior attacco dietro a Carrarese (17) e Frosinone (18) ed i primi novanta minuti senza esultare sono stati quelli del San Nicola contro il Bari all’undicesimo turno. Un calo evidente di tendenza che può trovare spiegazione anche in un appannamento di forma di giocatori che all’andata sono stati determinanti in parecchie contese. Primi tra tutti i due eterni Ciervo e Frabotta, ultimamente meno efficaci nel perforare le corsie laterali, così come Cristian Shpendi, assente per infortunio sabato contro i lagunari, non segna dal match di Reggio Emilia, doppietta nell’occasione, e ha inserito nelle sue statistiche personali anche il rigore sbagliato contro il Pescara. Poi si sono completamente persi i gol dei difensori: dopo gli exploit di Zaro e Mangraviti contro Sampdoria e Venezia, rispettivamente alla terza e alla quarta di andata, non ci sono state più marcature da uomini del reparto arretrato.

L’addio di Jalen Blesa, finito in Portogallo alla fine di gennaio, ha tolto dalla rosa un elemento da 4 reti in 21 gare, ma si sono aggiunti all’elenco dei marcatori di questa stagione due nomi nuovi, entrambi del bocco avanzato, come Marco Olivieri, che si è sbloccato al Partenio Lombardi contro l’Avellino, e Alberto Cerri, a segno a Chiavari. Prodezze che non hanno portato punti, ma che almeno fanno sperare in un cambio di tendenza nelle prossime uscite a partire da quella di sabato contro lo Spezia, una squadra che in quanto a gol fatti non sta sicuramente meglio del Cavalluccio ultima versione. I liguri infatti condividono con il Bari il fondo della graduatoria in fatto di reti all’attivo con solo 20 marcature in 25 giornate: media di appena 0,80 gol a partita.


© il Resto del Carlino