Bloccati i dazi di Trump: "Ma le nostre imprese vivono nell’incertezza"
ll blocco dei dazi deciso dalla Corte Suprema degli Stati Uniti sull’impianto tariffario varato durante la presidenza di Donald Trump, e la immediata reazione del tycoon che ha annunciato piccato nuove misure protezionistiche, tocca da vicino anche le imprese cesenati e romagnole, che debbono fare i conti con un clima di forte instabilità nei rapporti commerciali con gli Usa. L’altalena dei dazi incide sui costi, sui contratti e sulla programmazione, generando effetti economici non favorevoli e anche un diffuso clima di prudenza negli investimenti.
Il presidente di Confindustria Romagna Mario Riciputi invita alla prudenza nel formulare giudizi sulla situazione in corso e sulle ricadute sulle imprese. "Seguiamo gli sviluppi con attenzione, ma non conosciamo quale sarà il punto di arrivo e la previsione è difficile. Ciò che pesa, più dei dazi che avevamo già definito in qualche modo assorbibili pur deleteri poiché alterano gli equilibri, è il clima di incertezza acuito anche dalla questione del cambio dollaro euro, che si rivaluta, e vale un altro dazio. Tuttavia, mai come in questi fluttuanti scenari, si deve puntare sull’innovazione delle imprese e sulla distintività dei nostri prodotti, senza subire passivamente il contesto sfavorevole".
Anche le imprese artigiane territoriali sono interessati agli sviluppi della vertenza. "Ci auguriamo che la decisione della Corte Suprema americana sui dazi rappresenti una svolta nelle politiche commerciali che favorisca la stabilità dei mercati internazionali, chiudendo così una fase di tensioni e incertezze che nel medio e lungo termine penalizzano l’economia – dichiara Franco Napolitano, direttore generale di Cna Forlì-Cesena –. Va sottolineato che il Made in Italy ha confermato la capacità di adattamento chiudendo il 2025 con una crescita delle vendite negli Stati Uniti del 7,2%, tuttavia l’incertezza ha pesato molto sul tessuto produttivo. Pertanto, è essenziale che non si apra una nuova stagione di utilizzo politico del commercio internazionale".
Il gruppo di presidenza di Confartigianato Cesena (Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati) rimarca la necessità per le imprese di regole certe: "L’auspicio è che la decisione della Corte Suprema Usa sia propedeutica ad una maggiore chiarezza e distensione sul fronte del commercio internazionale, elementi indispensabili per tutelare il valore artigiano. Sebbene il 2025 si sia chiuso positivamente, l’altalena dei dazi ha pesato sulle nostre pmi, spesso subfornitrici e prive delle strutture dei grandi gruppi per gestire l’instabilità doganale, a livello economico ma anche psicologico. Le imprese hanno bisogno di regole certe per investire e competere".
A porre l’accento sulle ricadute concrete per le filiere romagnole è Luca Bettini, presidente di Rete Pmi Romagna: "Il tema non è solo l’export diretto verso gli Stati Uniti, ma l’intera catena del valore. Molte imprese del nostro territorio lavorano come subfornitrici di gruppi che esportano oltreoceano: quando si introduce o si minaccia un dazio, l’effetto si scarica immediatamente sui volumi, sui prezzi e sulla marginalità. In questi mesi abbiamo registrato rinvii di ordini, rinegoziazioni contrattuali e una crescente difficoltà a pianificare". Il presidente Bettini sottolinea anche l’impatto psicologico dell’instabilità: "L’incertezza è un costo invisibile ma reale. Le nostre piccole e medie imprese non dispongono di uffici legali o doganali strutturati come i grandi gruppi. Ogni variazione normativa comporta tempo, consulenze, rischi. Questo frena gli investimenti, soprattutto in beni strumentali e innovazione". Da qui la proposta rivolta al Governo: "Nell’attesa di un quadro internazionale più favorevole, secondo Rete Pmi Romagna si può intervenire sul piano interno. L’emanazione dei decreti attuativi dell’iper ammortamento sarebbe un segnale concreto per stimolare gli investimenti in macchinari e tecnologie 4.0. In una fase in cui molte imprese sono prudenti, rafforzare gli incentivi fiscali significherebbe sostenere non solo chi investe, ma anche le filiere nazionali della meccanica, dell’automazione e dei servizi collegati".
"I dazi voluti dal presidente Donald Trump sono illegali. Per imporli, avrebbe dovuto ottenere l’autorizzazione del Congresso – il commento del presidente di Confcommercio cesenate Augusto Patrignani – La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti segna la più seria battuta d’arresto politica per l’inquilino della Casa Bianca dall’inizio del suo secondo mandato. Tanto rumore per nulla. Lo avevamo ancor prima della Corte suprema ipotizzato come Confcommercio. Infatti, i dazi sono saliti relativamente poco per influire sugli acquisti di prodotti italiani aldilà di alcune eccezioni da parte dei consumatori americani e la decisione della Corte Suprema americana prende anche atto della necessità di proteggere i consumatori americani e le imprese da dazi che nulla hanno a che vedere con logiche commerciali".
