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Siti storici della Resistenza, de Pascale: “La Regione coprirà i tagli del Governo”

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22.04.2026

Michele de Pascale, presidente della Regione, risponde con durezza alla riduzione dei contributi statali destinati ai siti impegnati nella tutela della memoria della Resistenza

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Bologna, 22 aprile 2026 - “Il governo torni subito indietro sui tagli ai siti storici della Resistenza. In caso contrario, la Regione interverrà direttamente, compensando quelle riduzioni se venissero confermate”. È la dura risposta di Michele de Pascale, presidente della Regione, di fronte alla riduzione dei contributi statali destinati ai siti impegnati nella tutela della memoria della Resistenza, per finanziare il Decreto accise.

Il Governatore agli istituti:“Non annullate alcuna iniziativa”

“Abbiamo inviato un messaggio molto chiaro agli istituti: non annullate alcuna iniziativa – continua de Pascale –. Nessuno studente deve essere privato della possibilità di visitare questi luoghi”.

A livello nazionale sono cinque i siti riconosciuti come simboli della Resistenza e della tragedia nazifascista: la Risiera di San Sabba, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, il Museo Cervi e il campo di Fossoli (gli ultimi tre si trovano in Emilia-Romagna). Solo per Sant’Anna di Stazzema, ieri il ministro Alessandro Giuli “ha annunciato che i fondi verrebbero ripristinati. Ci auguriamo però che ciò avvenga per tutti e cinque i luoghi simbolo della Resistenza”, continua de Pascale. “Abbiamo accolto questa notizia come un’offesa verso chi lavora ogni giorno per alimentare gli anticorpi civili del Paese – aggiunge l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni –. Continuare con tagli strutturali significa avviarsi verso un pericoloso impoverimento culturale”.

La riduzione dei finanziamenti da parte del Ministero: i numeri della Regione 

Durante la conferenza convocata insieme ai presidenti Vasco Errani (Istituto Alcide Cervi), Manuela Ghizzoni (Fondazione Fossoli) e Valter Cardi (Comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto), de Pascale e Allegni hanno ricordato che la diminuzione dei finanziamenti da parte del ministero della Cultura prosegue da tre anni: fino al 2023, i tre siti storici della Resistenza in Emilia-Romagna ricevevano annualmente uno stanziamento di 500.000 euro ciascuno. Dal 2024, invece, è stata applicata una riduzione del 5% a ogni legge di Bilancio, portando il contributo prima a 475.000 euro, poi a 451.250 nel 2025 (con un ulteriore -5% sull’anno precedente), fino a 363.947 nel 2026, calo dovuto alla combinazione del -5% previsto nella legge di Bilancio 2026 e del -15% stabilito dal recente “decreto Accise”.

Comitato di Marzabotto: "Riducendo i fondi si uccide la Memoria"

Si tratta, per ciascuno dei siti, di oltre 87.000 euro in meno rispetto al 2025 (di cui 64.000 derivanti dal decreto Accise).

In ogni caso, “La Regione Emilia-Romagna non lascerà mai sole queste istituzioni”, assicurano de Pascale e Allegni, ricordando che grazie alla legge regionale sulla memoria del Novecento, nel triennio 2024-2026 i tre luoghi hanno ricevuto complessivamente 576.000 euro di contributi regionali: 150.000 euro al Comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto (50.000 all’anno), 330.000 euro all’Istituto Cervi (110.000 all’anno) e 96.000 euro alla Fondazione Fossoli (32.000 all’anno).

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© il Resto del Carlino