Romano Reggiani: “Ho cambiato ‘Mare Fuori’, ci ho messo la mia bolognesità”
L'attore bolognese Romano Reggiani interpreta il nuovo direttore dell'Ipm nella fiction Rai 'Mare Fuori', ambientata a Napoli
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Bologna, 26 marzo 2026 – Ha rotto gli schemi di una serie amata e strutturata come ’Mare Fuori’ e, in poche puntate, è riuscito a trasformare un ruolo istituzionale in una vera icona pop. Romano Reggiani, bolognese classe 1993, si è fatto spazio tra i sogni e le storie dei giovani detenuti del carcere minorile napoletano interpretando Stefano Stazi, nuovo direttore dell’istituto. Un personaggio che racconta molto anche di lui: “Bolognese come me, sognava di fare il musicista e si ritrova a fare tutt’altro”.
A differenza di Stazi, però, Reggiani alla musica continua a dedicarsi: il 22 aprile debutta al Teatro Dehon di Bologna con ’De Gregori, una metamorfosi poetica’. E il cantautorato viaggia assieme agli impegni cinematografici: il primo aprile esce ’Scuola di seduzione’ di Carlo Verdone, in cui è tra i protagonisti. Tutto senza però rinunciare alla vita sotto le Due Torri: “La mia forza è restare a Bologna. Vivere qui mi permette di mantenere quello sguardo ‘esterno’ e autentico rispetto alla romano-centricità”.
Reggiani, si aspettava il successo di Stazi?
“È stata una grande scommessa, ho costruito il personaggio assieme a regista e sceneggiatori e nella seconda parte della stagione è letteralmente esploso. I fan della serie mi hanno accolto con molto affetto”.
Un commento che l’ha colpita?
“Tra le centinaia di interazioni, qualcuno ha scritto: ‘È il Forrest Gump dell’Ipm’. È esattamente quello che volevo fare. Con il regista Beniamino Catena, abbiamo lavorato proprio in quella direzione, perfino sulle camicie a maniche corte. È un paragone che mi rende orgoglioso”.
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Ha portato una ventata di novità in un contesto molto duro e in una serie già strutturata…
“Abbiamo rotto gli schemi: un dirigente così giovane, bolognese, e una linea narrativa totalmente diversa, a tratti comica e goffa, ma mai macchiettistica”.
Oltre alla musica, cosa c’è di autobiografico?
“Non era scritto che dovesse suonare la chitarra o l’armonica; è un’idea che ho avuto ed è piaciuta subito alla Rai. Abbiamo inserito tutto il mio mondo bolognese nel personaggio. Umanamente mi rispecchia molto, nella sensibilità per esempio; ma caratterialmente sono più estroverso, sicuro”.
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La rivedremo nelle prossime stagioni?
“Assolutamente sì. Posso confermare che nella prossima ci sarò”.
Tra qualche giorno la vedremo nel nuovo film di Verdone, ‘Scuola di seduzione’, in uscita su Paramount+. Che esperienza è stata?
“È un film corale molto originale: racconta di un gruppo di persone che va in terapia da una guru spagnola - interpretata da Karla Sofía Gascón, candidata all’Oscar per Emilia Perez - ognuno con il proprio problema esistenziale. Con Carlo si è creato un clima splendido: è un maestro nello scegliere attori di talento e creare un ambiente lavorativo sano”.
E lei che rapporto ha con la terapia?
“Mi affido molto alla terapia. Con i grandi cambiamenti che questo lavoro comporta, c’è bisogno resettare ogni tanto”.
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