Il commento. Campionato e Coppa Italia: l’ora delle scelte
Gallo L’altra faccia di Bologna. E, verrebbe da dire, anche del Bologna. I rossoblù, lontani dalle posizioni che significano Europa ed eliminati dalla Coppa Italia, punteranno tutto, ora, sull’Europa League. La Virtus, aritmeticamente, è ancora in lizza per i play-in, ma è chiaro che a questo punto della stagione – 10 turni al termine della regular season – solo un miracolo potrebbe rimettere in gioco la V nera. Che, va ricordato, non era partita con l’ambizione di arrivare nelle prime dieci. Poi le imprese contro autentiche corazzate hanno cambiato gli umori, ma la squadra, così come è costruita, è un progetto in divenire. Progetto reso ancora più saldo dal fatto che, la licenza triennale, consente ai bianconeri di costruire e assemblare con calma. Detto questo, ovviamente, la Virtus non giocherà per perdere in Europa. Perché piazzarsi tra le prime sedici significa disporre di qualche introito in più e perché nessuno, in casa bianconera, vuol gettare via quello che di nuovo è stato fatto, in questa annata, nel Vecchio Continente.
Però è anche logico che la Virtus debba fare dei conti. Meglio, delle scelte. La Coppa Italia, non è un segreto per nessuno, è l’obiettivo che ormai da diverse stagioni il patron Massimo Zanetti fissa come traguardo principe. Da giovedì, a Torino, si farà sul serio con una Virtus che non vince la Coppa Italia dal 2002 e ha messo in fila cinque finali perse (2007, 2008, 2009, 2010 e 2023).
Poi c’è il campionato. A Brescia la Virtus s’è ripresa il comando con personalità e giudizio. Oggi, alla Virtus Arena, trova un cliente scomodo. Quella Udine che, nel girone di andata, accarezzò l’idea del colpo grosso prima che Carsen Edwards, con due magate, si ribellasse al destino. La Virtus, che aspetta sempre il ritorno di capitan Pajola, dopo l’intervento, deve evitare gli incidenti in casa. I ko interni con Cremona e Trento, serviranno da monito.
