Kimi e Bologna, legame indissolubile fatto di sport e famiglia
Dall’alto, Kimi Antonelli con la sua famiglia e con Saliou Niang della Virtus
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Bologna, 15 marzo 2026 – Terra di sportivi e di motori, Bologna. E se Cesare Cremonini, con la sua 50 Special, amava risalire i colli verso San Luca, Andrea Kimi Antonelli, che la mamma chiama Andy, ha sempre preferito le quattro ruote e le piste dove mettere in evidenza la sua passione e il suo straordinario talento. Prima i kart, poi le categorie, che l’hanno portato in Formula Uno e, nell’arco di due giorni, a conquistare un record e sfatare un tabù. Il primato? La pole position in Cina: Kimi, con i suoi 19 anni, è il più giovane di tutti i tempi a ottenere un risultato del genere. Il tabù sfatato? Era da vent’anni che un italiano non trionfava in un Gp di Formula Uno. L’ultimo era stato Giancarlo Fisichella. Era il 19 marzo 2006, Kimi era già nella ‘pancia’ di mamma Veronica, ma sarebbe nato solo cinque mesi più tardi (il 25 agosto).
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Kimi Antonelli e la sua Bologna
Bologna e Kimi, Kimi e Bologna. Già, perché nonostante sia un giramondo per lavoro Antonelli è legatissimo alle Due Torri. E alle squadre della sua città. E’ tifoso di Bologna e Virtus, Kimi, che adesso, come sportivo e campione, capisce bene quello che si prova a stare dall’altra parte. Lui è tifoso, ma a Bologna, in Italia e nel mondo, ci sono decine di migliaia di appassionati che impazziscono per lui.
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Non è cambiato, Kimi, da quando guidava i kart. Certo, sono cambiate le responsabilità, le pressioni e, perché no, il conto in banca. Ma le buone maniere e l’educazione – delle quali mamma Veronica va giustamente orgogliosa – restano un marchio di fabbrica. “Certo che sono orgogliosa di lui – dice sempre –. Sono fiera di come la gente dica che è un ragazzo a modo e ben educato”. Un campione, Kimi, anche per il modo con cui ha metabolizzato la conquista della prima pole della ancor giovane carriera.
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Il ‘cinno’ ha messo tutti in fila
“Testa a domani”, ha ripetuto come un mantra o una sorta di preghiera laica. E l’indomani, il Cinno, come si dice a Bologna per tutti i ragazzi giovani, l’ha combinata grossa, mettendo in fila, e alle sue spalle, tutti i rivali. Compresi quelli più titolati e scafati. E facendo commuovere anche la famiglia. “Siamo rimaste composte – ha rivelato Veronica – fino a quando non abbiamo visto piangere Andrea. A quel punto ci siamo commosse anche noi”. Ha vinto, Kimi, ma non rinuncerà a Bologna e alle sue passioni. Quando il Bologna vinse la Coppa Italia, a maggio dello scorso anno, Kimi era in mezzo al serpentone umano rossoblù, a strombazzare per le vie della città alla guida della sua auto. Come fosse uno dei tanti (tifosi) e non un vip. E’ un vip che va al PalaDozza o alla Virtus Arena e si fa immortale, sorridente, accanto al presidente Massimo Zanetti, oppure a chiacchierare con Saliou Niang o abbracciare Carsen Edwards. Va così spesso a seguire la Virtus che, qualche tempo fa, suo malgrado, è stato vittima di uno scambio di persona.
Kimi e il tifo per la Virtus
Siamo all’inizio di giugno 2025: Kimi si ritaglia un po’ di tempo libero per andare a seguire la semifinale tricolore della Virtus. Dall’altra parte del campo c’è l’Olimpia Milano. Kimi, per il suo status, è uno dei vip. Lo telecamere lo cercano, lo intercettano e lo mostrano. O meglio: Kimi c’è, ma le immagini riprendono Alessandro Luini, amico di Alessandro Pajola. Luini ha una testa di capelli ricci, come Kimi, ma è di qualche anno più vecchio.
La maturità al Salvemini
E Kimi? Se la ride. Di lì (inizio giugno) a poche settimane, avrebbe fatto più fatica che in un Gran Premio. Ottiene la maturità al Salvemini. Ringrazia i compagni che l’hanno supportato, ringrazia i professori.
Adesso c’è una città, che impazzisce per il calcio e per la pallacanestro, che si trova al centro dell’attenzione della Formula Uno. E non è ancora finita, perché Kimi ha solo 19 anni. E tanta voglia di stupire.
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