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Le testimonianze: "Ti veniva voglia di dare gas..."

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20.03.2026

Ezio Mischiatti, vincitore della classe 50

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La gara di Modena, la pista di Modena, piaceva a tutti i piloti. Siamo andati a cercarne alcuni di coloro che corsero, ed anche vinsero, in quell’ultimo appuntamento del 1976. Walter Villa e Otello Buscherini purtroppo non sono più tra noi, e nella 350 dopo di loro andò sul podio il lughese Mario Lega (campione del mondo l’anno dopo in due e mezzo con la Morbidelli). "A Modena era bello, arrivavi e spesso potevi girare senza prenotare la pista, a meno che non provasse la Ferrari e allora, finchè loro erano sul circuito, dovevi farti da parte. È stata la prima pista dove ho girato da giovanissimo con una Motobi 50: era una pista facile, la differenza la facevi se curavi i particolari, in quel ’76 arrivai terzo nella tre e mezzo".

La classe 50 fu vinta da Ezio Mischiatti, che era al suo esordio tra i senior: "Avevo una Derbi preparata dal modenese Lusuardi, lui in sella a una Villa ufficiale e si ritirò. Ma io andavo forte, quel successo è uno dei più bei ricordi della mia vita. E pensare che il giorno della gara non volevano farmi entrare al circuito, perchè avevo dato tutti i pass al mio meccanico e all’ingresso non mi avevano riconosciuto. Per fortuna che notarono la mia assenza sullo schieramento e ritardarono di qualche minuto".

Il tre volte iridato Pier Paolo Bianchi si impose nella 125. "Mi piaceva il curvone dopo la esse, e la mia esperienza nelle gare in salita mi serviva per affrontare bene il ‘rampino’ della variante degli aeroplani. Per i piloti della mia generazione, soprattutto i romagnoli come me, era un po’ la pista di casa, si poteva andare a provare senza fare troppa strada".

Marco Lucchinelli (iridato poi nella mezzo litro nel 1981) era ancora semisconosciuto quando arrivò secondo nella 500: "Il Team Gallina a inizio stagione ’76 aveva a disposizione un solo quattro cilindri Suzuki, e lo dividevo con Toracca: a Modena mi toccò il bicilindrico, partii benissimo e se non rompevo il freno posteriore Agostini non mi avrebbe raggiunto. Modena era una pista che mi piaceva, ti invitava ad aprire il gas, andavo forte".

Gianfranco Bonera, pilota ufficiale della MV Agusta nel ’74 e ’75, non ha mai avuto un rapporto felice con il tracciato modenese: "Ricordo le prove del 1975, in piena accelerazione urtai con la gamba sinistra una balla di paglia: una botta fortissima ma non caddi, sentii solo un dolore fortissimo, tanto che alla fine del rettilineo accostai la moto all’ambulanza e dissi ai dottori increduli che mi ero rotto una gamba. Subito non capirono, mi avevano visto arrivare in sella alla moto... e infatti il femore era fratturato. Nel 1976 ero compagno di squadra di Villa, e l’Harley mi fece correre con la 500 bicilindrica a quattro carburatori, una moto scorbutica e difficile da guidare. Ma la mia gara durò poco, il tempo di arrivare alla prima esse e mi trovai in terra con Read. Quanta gente a vedere, e non solo sulle tribune, ma sui muri di cinta e sui tetti vicini...".

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