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Daniela Ruffini racconta la notte del Bronx di Padova: «Via Anelli non si risolveva con la polizia»

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25.07.2026

Daniela Ruffini, segretaria di Rifondazione, allora assessora alle politiche abitative nella giunta Zanonato, cosa ricorda di quella notte?

«Ero a casa quando iniziarono ad arrivarmi le telefonate impaurite dei residenti di via De Besi e di residenti dell’ex complesso Serenissima. Poi mi chiamò anche il sindaco: c’era una maxi-rissa in corso, una caccia all’uomo tra urla e violenze. La gente non osava nemmeno affacciarsi alle finestre. Ricordo una signora che mi implorò di dire al marito di non rientrare: quel pover’uomo passò la notte fuori casa. Io lo incontrai quella notte e lo rassicurai: “Sua moglie è chiusa a chiave, sta bene. Ma lei non può tornare, qui deve intervenire la polizia”. C’era uno scontro ferocissimo tra bande di etnie diverse per il controllo della piazza dello spaccio».

Come si arrivò a una situazione del genere?

«In via Anelli agivano due forze, in un effetto perverso: le mafie dello spacco di droga e il business della rendita immobiliare milionaria. Oltre 200 appartamenti, alcune anche di appena 28 metri quadri, venivano affittati a 500-600 euro al mese, con il valore di vent’anni fa. Ma gli spacciatori non vivevano lì: le persone da noi censite erano quasi tutti lavoratori, lavoratrici e famiglie con........

© Il Mattino di Padova