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Annalisa Rosso: “Design unico, raro, non industriale. La GenZ cerca oggetti oltre il brand”

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15.04.2026

Annalisa Rosso, direttrice editoriale e culturale-advisor del Salone del Mobile

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Milano – Annalisa Rosso, direttrice editoriale e culturale-advisor del Salone del Mobile, abbiamo un debutto importante con Salone Raritas (padiglione 9), atlante del collectible design che accosterà pezzi unici e “outsider” tra edizioni limitate, antiquariato e alta manifattura creativa.

Di che si tratta?

“Di un progetto completamente nuovo. In questi anni, insieme a tutto il team del Salone del Mobile, abbiamo registrato un cambiamento su quanto sta succedendo nell’interior design. In questa fase di post global c’è forte la necessità di essere globali senza rinunciare però alla propria identità culturale, geografica. Ci siamo resi conto che tutti gli architetti, da quelli che lavorano per le grandi case sino al Contract e Hospitality, cercano di dare spazio a questa nuova sensibilità. Basta girare anche fra gli aeroporti di tutto il mondo per capire che ogni infrastruttura ha un’identità specifica. Raritas va in questa direzione: offrire pezzi unici, rari, che non sono frutto di una produzione di serie industriale. In scena, 28 espositori: una costellazione internazionale che si accende con nomi quali Nilufar, Galerie Mitterrand di Parigi Side Gallery di Barcellona, Salviati x Draga & Aurel, Mouromtsev Design Editions, Mercado Moderno, Bianco67 e Brun Fine Art, capitoli diversi di un unico racconto”.

Salone Raritas: Nilufar: Andrea Mancuso, Dining Table Terrario Oval (foto Filippo Pincolini)

Sua la curatela mentre l’exhibition design è di Formafantasma... che ha firmato anche la sfilata di Prada…

“Sì sono diversi anni che lavorano per noi. Un intervento di layout che trasforma lo spazio in una lanterna architettonica, sobria e calibrata, pensata per far parlare gli oggetti e rendere leggibile il loro valore per architetti, interior e hospitality. C’è voglia di mescolare, ibridare, non funziona più solo il marchio. L’obiettivo di Salone Raritas è creare un punto di riferimento autorevole per il mercato professionale del progetto: connettere gallerie e designer con decision maker internazionali, offrendo una piattaforma chiara, selettiva e di alta qualità in cui scoprire e acquisire opere e arredi da collezione. Qui la rarità diventa metodo: un ponte diretto tra produzione creativa speciale e domanda evoluta”.

Salone Raritas, Mitterrand gallery: Tapis petit troupeau de moutons

Salone Raritas sarà una categoria di lusso solo per super ricchi?

“Ma no, è un progetto culturale che metterà a fuoco identità, provenienze e visioni, e farà dell’oggetto un atto di linguaggio nel presente. Abbiamo presente chi sono i consumatori del futuro, i giovani della GenZ cercano un oggetto oltre il suo brand e abbiamo anche assistito all’esplosione del mercato dell’antiquariato; mi piace segnalare che abbiamo Brun fine art, galleria di antiquariato di Milano e Londra, Nilufar che intreccia opere contemporanee e icone storico ma abbiamo anche realtà come 13Dessert che fanno ricerche sui giovani designer e i loro prodotti sono realizzati in Europa da artigiani qualificati. Una proposta ad altissima personalizzazione”.

Che cosa la rende più orgogliosa?

“Di aver riempito uno spazio, di dare la possibilità a chi arriva in questi giorni per la fiera di poter ammirare le cose più interessanti del pianeta, un pacchetto completo. Questa esposizione permette di intercettare un pubblico che altrimenti è difficile da avvicinare, la forza del Salone è questa”.

Salone Raritas, Salviati x Draga & Aurel: Crisalide, preview 2026

Situazione complicata, alla fine avete avuto poche disdette…

“C’è voglia di reagire, anche dal Golfo, da dove ci aspettiamo presenze importanti. Canali di dialogo sempre aperti, scambio costante”.

Il Salone è infrastruttura culturale, strutturale, lei che ne pensa anche da responsabile del pubblic program?

“Assolutamente e l’abbiamo dimostrato l’anno scorso con un programma di alto valore culturale, il progetto di Bob Wilson, e di Es Devlin... con 200 mila visitatori. Quest’anno l'impianto culturale lo condensiamo in fiera, avremo delle mostre, una giornata di dibattiti dedicata al Salone Contract. Mercoledì 23 aprile Rem Koolhaas inviterà a una riflessione pubblica sui temi che inquadrano il progetto, attraverso una lectio dedicata, mentre un forum internazionale a cura di Salone del Mobile.Milano in collaborazione con il suo studio, OMA, indagherà, con approccio interdisciplinare, opportunità e rischi che oggi ridefiniscono il contract: progetto, industria, domanda e trasformazioni dei mercati. C’è un altro modo di fare business che è quello del contract, in alberghi, ospedali, aeroporti e perfino biblioteche. Per quanto riguarda la città avremo una notte dedicata alla visita degli archivi legati al mondo del design, le due edicole, in piazza della Scala”.

Salone Raritas, Mouromtsev Design Editions: Job Smeets, Soft Parade Render On Fire -

Lei è ligure, il suo rapporto con Milano?

“All’inizio non è stato facile. Poi me ne sono perdutamente innamorata e non vivrei in nessuna altra città, la mia strada l’ho trovata. Qui c’è una grande capacità di ascolto... a differenza di altre città dove ho vissuto e lavorato. Se tu qui hai una buona idea, qualcuno che è interessato a svilupparla lo trovi. E io ho incontrato gente che mi ha ascoltato, con la felicità di fare le cose”.

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